Se in auto non do la precedenza non ho torto per forza

Anche se si accerta la violazione dell’obbligo di precedenza da parte di un veicolo il Giudice deve verificare anche il comportamento tenuto dall’altra auto. Come dire che se in auto non do la precedenza non ho torto per forza.

Può emergere un concorso di colpa dell’altro conducente. La verifica dovrà riguardare anche in rispetto delle normali regole di prudenza che vanno rispettate al pari delle norme di legge. Lo dice persino il Codice della Strada all’art. 140. La regola generale è quella per cui i conducenti devono sempre tenere una condotta tale da non costituire un intralcio per la circolazione e devono evitare ogni pericolo per l’altrui sicurezza. Sono norme di comportamento di carattere generale, a cui deve quindi attenersi anche il veicolo che io abbia, in ipotesi, scontrato perché non ho dato la precedenza. Questo intende la giurisprudenza quando conclude che anche dopo aver accertato una evidente violazione il giudice deve verificare anche il comportamento dei veicolo investito.

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Se in auto non do la precedenza non ho torto per forza

Questa valutazione congiunta di norme e principi generali ci suggerisce qualche esempio concreto da sottoporre alla vostra attenzione. Per esempio, se venite da destra sapete di avere la precedenza. Ma questo vi autorizza a lanciarvi in mezzo all’incrocio con decisione? No, perché dovete valutare il vostro diritto di precedenza con il generale obbligo di usare prudenza e di non creare pericolo. Quindi se non avete la visuale libera non potete occupare l’incrocio. In questo senso possiamo leggere l’art. 145 Codice della Strada.

Altro esempio riguarda gli attraversamenti pedonali. In prossimità delle strisce dovete usare la massima prudenza anche perché la precedenza spetta al pedone. E sembra che recentemente, stando ai fatti di cronaca, molti automobilisti lo dimentichino. Nel tempo la giurisprudenza si è ulteriormente ammorbidita a favore del pedone. È tutelato il pedone anche se attraversa in prossimità delle strisce e non precisamente su di esse.

Vogliamo, infine, segnalarvi una sentenza che spiega con chiarezza cosa debba intendersi per prudenza al volante. La Corte di Cassazione con la sentenza 40262 del 2019 ha affermato quanto segue. Il conducente quando impegna un incrocio deve prevedere l’eventuale eccesso di velocità del veicolo che sopraggiunge dalla parte opposta.

Rileggetelo bene. In quel caso un’auto che aveva diritto di precedenza ha impegnato l’incrocio investendo un motociclo che sopraggiungeva a velocità eccessiva. All’incidente seguì la morte del motociclista. Il conducente dell’auto fu ritenuto responsabile perché le generali norme di prudenza di cui abbiamo parlato devono essere così interpretate. Prudenza significa che quando sto per impegnare un incrocio devo prevedere che possa sopraggiungere un veicolo che non rispetta i limiti di velocità. Come dice un vecchio proverbio chi ha più intelligenza più ne metta.

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