Se il datore di lavoro non paga i contributi la pensione spetta?

In un periodo di crisi, dove le aziende si trovano in grosse difficoltà, sono tante le preoccupazioni dei lavoratori. La domanda rivolta agli Esperti di ProiezionidiBorsa è: se il datore di lavoro non paga i contributi la pensione spetta? Questa casistica è stata discussa più volte nelle aule dei Tribunali. Ma una recente sentenza della Corte di Cassazione la n. 2164/2021 spiega i diritti del lavoratore e cosa fare in questi casi.

Se il datore di lavoro non paga i contributi la pensione spetta?

Il Codice civile italiano all’articolo 2116 comma 1 prevede il principio di automaticità delle prestazioni che tutela il lavoratore. Infatti, secondo tale principio, se il datore di lavoro non ha versato i contributi dovuti obbligatori INPS, il lavoratore ha sempre diritto alla pensione.

La normativa inserisce un limite nella possibilità sul riconoscimento dei contributi, si tratta della prescrizione decennale (Legge n. 335 del 8 agosto 1995). Questo significa che il requisito contributivo stabilito per la pensione di invalidità, pensione di reversibilità e pensione di vecchiaia, deve essere verificato e non prescritto.

Trascorsi i dieci anni il lavoratore non potrà far valere la contribuzione.

Prescrizione 5 o 10 anni?

L’attuale normativa prevede la prescrizione dei contributi in cinque anni e non più dieci anni come sopra citato (Legge n. 335/1995). Infatti, a decorre dal 1° gennaio 1996 la normativa è cambiata, riducendo i dieci anni in cinque anni per tutte le contribuzioni di assistenza e previdenza sociale obbligatoria. La prescrizione si blocca nei casi in cui il lavoratore effettui denuncia oppure se la denuncia è effettuata dai suoi eredi.

Diritto di irricevibilità

Sui contributi prescritti vige anche il diritto di “irricevibilità dei contributi prescritti”. Questo significa che dopo che i contributi sono prescritti il lavoratore non può pagare i contributi volontariamente al fine di maturare il diritto al pensionamento.

A chiarire questo concetto la circolare INPS n. 262 del 13 ottobre 1995. Nella circolare si legge che l’Istituto non può accettare il versamento dei contributi prescritti. Inoltre, precisa che, se il versamento è effettuato, è tenuto a procedere d’ufficio al rimborso.

Costituzione della rendita vitalizia INPS

Quindi, alla domanda se il datore di lavoro non paga i contributi la pensione spetta? La risposta è positiva, il lavoratore è sempre tutelato, ma bisogna stare attenti alla prescrizione dei contributi.

Nel caso i contributi siano prescritti, è possibile azionare il rimedio previso dalla Legge n. 1138 del 12 agosto 1926 all’articolo 13. La normativa chiarisce che se il datore di lavoro non può più versare i contributi perchè oramai prescritti, il lavoratore è tutelato da una rendita vitalizia INPS.

La sentenza n. 2164/2021 precisa che la facoltà di richiedere la rendita vitalizia, spetta nel caso in cui il datore di lavoro abbia omesso il versamento dei contributi per l’AGO e non possa più versarli. Lo stesso potrà fare il lavoratore in sostituzione al datore di lavoro, che non può richiedere la restituzione della rendita.

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