Se il conto corrente è una scelta perdente allora quali sono le possibili alternative?

Il tema dominante per milioni di risparmiatori in questo 2021 è come coniugare al meglio una triplice sfida. Ossia tutelare il 100% del potere d’acquisto dei propri risparmi, evitando al contempo i costi legati alla tenuta del c/c. E, in ultimo, magari trovare il modo per portare a casa un minimo di rendimento.

Detta diversamente: se il conto corrente è una scelta perdente allora quali sono le possibili alternative?

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I conti deposito

Sicuramente una opzione da considerare è il conto deposito. Si tratta di ottimi strumenti per parcheggiare la liquidità per un breve periodo di tempo.

In questo link abbiamo già illustrato tutte le specifiche tecniche dello strumento ed in più abbiamo aggiunto anche un interessante esempio concreto.

I Buoni fruttiferi postali

Anche i Buoni fruttiferi postali possono costituire una buona alternativa per chi cerca zero spese e una più elastica possibilità di entrare e uscire dall’investimento. Infatti, innanzitutto i buoni si acquistano, si gestiscono e si vendono senza pagare alcuna commissione. Inoltre, in merito all’importo minimo di sottoscrizione, va detto che esso è decisamente abbordabile per ogni risparmiatore. Si parte infatti da 50 euro e si procede poi per multipli di 50.

Si possono disinvestire in qualsiasi momento e senza mai subire perdite in conto capitale, dato che sono garantiti dallo Stato.

Quanto agli interessi, essi maturano sin dal primo giorno di sottoscrizione. Tuttavia, quasi sempre, vengono riconosciuti al cliente dopo precisi periodi di tempo, variabili, a seconda del particolare Buono. In secondo luogo va detto che gli interessi attivi sono di norma molto bassi. Ma avendo la protezione al 100% sul capitale investito, sicuramente è illusorio sperare (o pretendere) di percepire di più.

Certificati di deposito a capitale garantito

Stiamo sempre cercando delle risposte al quesito: ma se il conto corrente è una scelta perdente allora quali sono le possibili alternative?

Ovviamente il mercato degli strumenti finanziari alternativi non finisce qui. Aumentando un po’ il grado di rischio dell’investimento, si potrebbero ad esempio considerare anche i titoli di Stato a media scadenza. Oppure i certificati di deposito a capitale garantito, tipo soltanto quelli garantiti al 100%.

Anche questi due prodotti offrono in genere dei rendimenti positivi, ma nel loro caso vanno tenuti a mente alcuni importanti paletti. Vediamoli.

In merito ai titoli di Stato, per esempio, oggi i loro rendimenti sono positivi solo per scadenze non inferiori ai 5 anni. Questa circostanza si scontra allora con chi magari non ha la certezza di non aver bisogno dei suoi soldi per simili periodi di tempo. Sempre fermo restando un’altra particolarità che esporremo da qui a breve.

Quanto ai certificati, invece, bisogna stare molto attenti alla solidità della banca emittente. Ed anche del grado di protezione che offrono i certificati: possono averlo infatti al 100%, ma anche al 95% o al 90% e così via. Man mano che scende il grado di protezione, aumenta di converso il tasso d’interesse attivo offerto. Infine, bisogna tenere a mente che questi investimenti durano qualche anno e quindi si devono conciliare con le proprie esigenze.

Se il conto corrente è una scelta perdente allora quali sono le possibili alternative?

Ora però va detto che sia i titoli di Stato che e (soprattutto) i certificati di deposito si distinguono dalle opzioni precedenti per un particolare tutt’altro che irrilevante. Questi strumenti, una volta emessi, sono liberamente scambiabili sul c.d. mercato secondario.

Questo vuol dire che dal momento dell’emissione e fino a quello del loro rimborso, il loro prezzo oscillerà continuamente. E potrebbe tranquillamente andare anche al di sotto del valore nominale iniziale. Questa circostanza esporrebbe il risparmiatore a perdite in conto capitale in caso di una loro vendita prima della naturale scadenza. Non succede nulla invece nel caso in cui si mantenesse il prodotto fino al termine previsto dal contratto.

Dunque, si tratta di strumenti adatti solo a chi ne comprende le dinamiche e accetta il rischio di possibili, eventuali forti oscillazioni dei loro prezzi. Questo come detto vale specialmente per i certificati di deposito, che in compenso danno di norma dei rendimenti maggiori rispetto a quelli dei titoli di Stato. Quindi sono sì delle alternative al c/c, ma solo a patto di comprenderne tutti i rischi e tutte le dinamiche sottostanti.

In tema di tassazione va detto che quella dei titoli di Stato è pari al 12,50% e godono della garanzia dello stesso Stato. Sui certificati invece la tassazione sale al 26% e, come detto, bisogna essere sicuri circa la solidità finanziaria e patrimoniale del suo emittente.

Ecco dunque la risposta al quesito che avevamo posto: se il conto corrente è una scelta perdente allora quali sono le possibili alternative?

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