Se il cliente muore il coniuge erede paga l’avvocato

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Se il cliente dell’avvocato muore il coniuge erede paga l’avvocato, a meno che non dimostri l’esistenza in vita di altri coeredi.

In questo caso l’obbligazione verso l’avvocato viene ripartita tra i vari coeredi. Il principio secondo cui tutti gli eredi rispondono dei debiti del defunto è di carattere generale e dovrebbe essere noto a tutti. Invece chiaro non è, se la Corte di Cassazione è stata investita della questione e si è pronunciata con la sentenza 17122 del 2020.

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Afferma la Corte che senz’altro il debito va ripartito tra tutti i coeredi. Ma il coniuge chiamato in giudizio dall’avvocato per veder saldata la propria parcella non può difendersi solo affermando che esistono altri coeredi cui chiedere il pagamento. Il coniuge può senz’altro far presente di non essere l’unico soggetto tenuto al pagamento di quell’importo. Ma deve anche indicare in modo compiuto quanti siano gli altri eredi e chi siano.

Se il cliente muore il coniuge erede paga l’avvocato

Nel caso di specie l’avvocato aveva chiamato in giudizio, per il saldo della propria parcella, solo la moglie del proprio cliente prematuramente scomparso. Ciò probabilmente perché si trattava di un giudizio di separazione. Quindi l’avvocato era ben a conoscenza del fatto che la moglie fosse erede del suo cliente. In quanto tale era anche tenuta a saldare i debiti del defunto con il patrimonio ereditario. La moglie appellava la sentenza del Tribunale con cui era stata condannata a saldare la parcella dell’avvocato sostenendo che esistessero altri coeredi.

Si pronuncia infine la Cassazione affermando quanto segue. L’erede che voglia sostenere la necessità di chiamare in causa altri coeredi deve indicarli compiutamente rendendoli individuabili. Altrimenti l’erede, correttamente, sarà condannato a far fronte da solo all’intero debito. Infatti i coeredi sono obbligati in solido a rispondere delle obbligazioni del defunto. Obbligati in solido significa proprio che ognuno dei coeredi potrà essere obbligato a pagare l’intero debito. Successivamente egli potrà agire verso gli altri coobbligati per farsi restituire la loro parte. Anzi, a parere di chi scrive, la moglie avrebbe potuto addirittura chiamare direttamente in causa gli altri coeredi. A tal fine sarebbe stato idoneo l’istituto della chiamata del terzo.

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