Se i tassi sono negativi, perché attendi rendimenti positivi e alti per i tuoi investimenti a reddito fisso?

Se i tassi sono negativi, perché attendi rendimenti positivi e alti per i tuoi investimenti a reddito fisso? Da un po’ di tempo, aleggia nel mondo economico e finanziario mondiale, una situazione strana. Essa data dalla fine della Grande Crisi Finanziaria del 2007-2008. La cui conclusione ufficiale fu nel marzo 2009. Non a caso la data da cui cominciò il più lungo bull market della storia dei mercati mondiali. Mercato toro che, secondo alcuni, sta continuando anche adesso.

Questa strana situazione è quella che, con un appropriato acronimo, viene definita ZIRP. Cioè Zero Interest Rate Policy, vale a dire politica dei tassi a zero. Chi si occupa di finanza da allora ricorda bene cosa accadde. E chi se ne è occupato da dopo lo ha studiato. I massicci interventi di immissione di liquidità della FED americana e della BCE europea avevano uno scopo. Immettere liquidità in un sistema che ne era diventato improvvisamente privo. E farlo a tassi prossimi a zero, se non proprio a quel livello. Questo perché la FED prima, e poi la stessa BCE, insieme alla Bank of England ed alla Bank of Japan, avevano già abbassato i tassi a quella soglia.

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La gigantesca immissione di liquidità che ne è seguita è stata fatta per sostenere le banche americane ed europee. Con i tassi a zero finanziarsi è molto più economico che con i tassi più alti, ovviamente. E questo, in economia classica, invoglia le imprese e le persone ad indebitarsi. Nel primo caso per creare maggiore occupazione e produrre di più. Nel secondo caso per spendere di più. Ma se le imprese usano quel denaro nella maniera giusta ed usuale, a volte, se non spesso, le persone non lo fanno.

Se i tassi sono negativi, perché attendi rendimenti positivi e alti per i tuoi investimenti a reddito fisso?

Infatti, per quanto paradossale possa sembrare, spesso quando le persone vanno a chiedere prestiti in banca, non utilizzano subito tutto il denaro ottenuto. Una parte lo spendono, ed una la risparmiano. Ma dove mettono il restante? Sotto il materasso, ossia sul conto corrente. Lasciandolo lì, ad essere improduttivo. Anzi, ad essere mangiato dall’inflazione. E questo fatto lo fanno anche quelli che investono in reddito fisso. Cioè i “BOT-people”, come venivano chiamati i tantissimi italiani che investivano nei titoli di Stato sul finire del secolo scorso. Perché lo facevano? Semplice. Perché in rendimenti erano in doppia cifra. Anche vicini al 20%.

Ma attenzione. Fate attenzione prima di dire “eh, bei tempi che erano quelli… quando lo Stato ti dava il 20% di interessi sui BOT…”. Non erano affatto bei tempi, tutt’altro. E sapete perché? Perché l’inflazione era persino più alta, in quei tempi, del rendimento dei BOT. Ed ovviamente anche dei BTP. Che, essendo di durata più lunga, rendevano pure di più. Proprio così. Nei fantastici anni ’80 e ’90 del 1900 l’inflazione in Italia era superiore al 20%. E quindi superiore al rendimento dei titoli di Stato. Questo vuol dire che il rendimento reale dei medesimi era negativo.

La situazione attuale

Oggi si presenta la stessa situazione. In pratica, succede sempre la stessa cosa. Il rendimento dei titoli di Stato segue l’andamento dell’inflazione. E viceversa. Ma i rendimenti oggi sono risibili, oltretutto. Tassi a zero ovunque. BOT ed equivalenti europei che non rendono niente. BTP e similari a livello europeo che sono negativi fino ai 30 anni (come in Germania). E dove sono positivi, come da noi, rendono pochissimo. Quanto rende il decennale italiano, per esempio? 1,035%, ve lo diciamo noi. Con un’inflazione che, complice la ripresa, salirà certamente verso la fine dell’anno. E che, prima della Covid-19, era allo 0,6%.

C’è una soluzione? Se si prendono soldi a prestito in tempo di ZIRP, e non si vogliono consumare tutti, conviene investire la rimanenza. Ma non in titoli di Stato negativi o con rendimenti ridicoli. Se proprio siete aficionados del reddito fisso, quello corporate è sicuramente più redditizio. Con le opportune attenzioni. Perché è certamente più rischioso. Ma, come tutti sappiamo, più rendimento equivale a più rischio.

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