Se ci si risposa si perde la pensione di reversibilità?

Se il coniuge superstite cade nuovamente in amore e si risposa, ha ancora diritto a percepire la pensione di reversibilità o la perde? Una volta elaborato il lutto per la perdita della persona amata, può succedere che i dardi di Cupido ci trapassino l’animo. E potrebbe anche germogliare il desiderio di consacrare con l’istituzione del matrimonio un incontro di vita inatteso. Non si dovrebbe giudicare né volgare, né tanto meno venale una ponderata riflessione sulla sorte dell’assegno pensionistico. Qualora si desideri contrarre un nuovo matrimonio, conviene chiedersi se si perde il diritto alla pensione di reversibilità.

La pensione di reversibilità

Anche detta pensione ai superstiti o indiretta, la pensione di reversibilità 2020 corrisponde una parte del trattamento economico al familiare superstite cui spetta. Ma se ci si risposa si perde la pensione di reversibilità o comunque il soggetto conserva il diritto a percepirla? Di sicuro, l’importo dell’assegno pensionistico cambia su base annuale e l’aggiornamento avviene sulla scorta dell’andamento dell’inflazione. Risale a più di 20 anni fa la circolare Inps n. 147 dell’11/12 2019 in cui si legge che “la pensione ai superstiti a partire dal 1/9/1995 viene ridotta se il titolare possiede altri redditi”. La riduzione dell’assegno pensionistico viene meno se fra i membri del nucleo familiare vi sono disabili, figli minorenni o studenti.

Se ci si risposa si perde la pensione di reversibilità?

Se il desiderio di convolare a nozze diventa prepotente e si intende appagarlo, occorre leggere con scrupolo l’art. 3 del decreto legislativo del 18/01/1945. Purtroppo la stipula di un nuovo contratto matrimoniale provoca l’immediata revoca dell’assegno pensionistico. È datato al 1945, e attualmente in vigore, il Decreto Luogotenenziale n.39 che, nell’evenienza di nuove nozze, prevede la decadenza del diritto alla pensione. Contestualmente però il decreto contempla l’erogazione di una duplice annualità, una sorta di assegno una tantum. Nel decreto si legge che “al coniuge che cessi dal diritto della pensione per sopravvenuto matrimonio, spetta un assegno pari a due annualità della pensione stessa, escluse le quote integrative a carico dello Stato”.

La doppia annualità per chi si risposa

La doppia annualità cui il decreto Luogotenenziale n. 39 allude è pari a 26 volte l’assegno pensionistico. Il coniuge superstite che si risposa ne ha diritto anche nel caso in cui vi siano figli percettori di una parte della pensione. Per ottenere la doppia annualità occorre inviare una domanda all’Inps allegando certificato di matrimonio, dati anagrafici e numero di certificato della pensione. Per la pensione di reversibilità dell’Inpdap valgono le medesime indicazioni in merito all’assegno una tantum con un’unica differenza. Solo quanti hanno contratto il matrimonio dopo il 17 agosto 1995, quando  cioè è entrata in vigore la legge 335, hanno diritto alla doppia annualità.

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