Scopriamo chi prenderà soldi in più in busta paga da giugno

Con i tempi di crisi anche pochi euro in più fanno la differenza. Scopriamo chi prenderà soldi in più in busta paga da giugno. I sindacati sono riusciti, dopo 15 mesi, a trovare un accordo sul contratto di lavoro dei metalmeccanici. Ebbene, 1,6 milioni di lavoratori fino a giugno 2024 troveranno molti euro in più. Federmeccanica, Assistal, Fim, Fiom e Uilm hanno raggiunto l’intesa, ma gli aumenti in busta paga non saranno riconosciuti da subito. Infatti l’accordo prevede l’aumento dello stipendio con gradualità a partire da giugno 2021.

Finalmente l’aumento

I metalmeccanici possono esultare perché finalmente si vedono riconoscere un compenso leggermente più alto dopo tante battaglie. Questo aumento riguarda la categoria di lavoratori privati più numerosa in Italia.

Soldi a tranche

Ebbene, i soldi in più al mese saranno divisi in varie tranche. L’accordo tra le parti e i sindacati prevede da giugno prossimo un aumento in busta paga di 25 euro al mese. La seconda tranche è prevista a giugno 2022 con altri 25 euro, a seguire a giugno 2023 aumento di circa 27 euro mentre a giugno 2024 in busta paga finiranno ulteriori 35 euro. A conti fatti i lavoratori troveranno a pieno regime 112 euro in più al mese, ai quali si aggiungono anche altri 200 euro all’anno di flexible benefit, ossia un insieme di beni o servizi non monetari in aggiunta allo stipendio.

Il rinnovo del contratto di lavoro dei metalmeccanici ha portato ulteriori benefici: in primis l’incremento del contributo aziendale al fondo integrativo previdenziale Cometa. Inoltre è stato previsto il rafforzamento delle relazioni industriali e anche l’introduzione della normativa che regolamenta il lavoro agile.

Scopriamo chi prenderà soldi in più in busta paga da giugno

Ai metalmeccanici interessa maggiormente l’aumento dei minimi contrattuali salariali visto il momento così delicato per il Paese. Finalmente il negoziato tra sindacati e datori di lavoro ha avuto un risvolto positivo dopo quasi un anno e mezzo di trattative. Oltre al lato squisitamente economico, i lavoratori hanno ottenuto dei riconoscimenti importanti dal punto di vista della sicurezza, del diritto alla formazione oltre alla revisione dell’inquadramento professionale.

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