Schiena rigida e dolente al risveglio e mentre si dorme di notte potrebbe essere un sintomo di questa malattia da non prendere sottogamba

Con una certa frequenza capita di avere numerosi dolori situati in diverse parti del nostro corpo. I punti possono variare e possono avere diverse cause. Spesso sono conseguenza di botte date maldestramente, movimenti errati e posizioni scorrette. Spesso sono proprio questi i motivi alla base del mal di schiena, molto diffuso e comune. Infatti, in molti casi per prevenirlo basterebbero dei semplici accorgimenti quotidiani nelle diverse azioni. Altre volte, però, sarebbe un dolore da approfondire perché potrebbe essere meno banale di quanto pensiamo.

Possibili campanelli d’allarme

La schiena rigida e dolente al risveglio indubbiamente è un’esperienza vissuta da molti. A provocarla potrebbero essere diversi fattori, ad esempio le posizioni assunte a letto e durante il sonno. Talvolta però potrebbe essere un sintomo da cogliere. In questo caso, peggiorerebbe di notte e potrebbe provocare anche risvegli improvvisi. Altrettanto forte si manifesterebbe al mattino. Il riposo non darebbe alcun sollievo, ottenibile invece con qualche esercizio fisico. Il dolore potrebbe presentarsi oltre che alla schiena anche alle articolazioni e all’entesi, punto di attacco del legamento e del tendine all’osso. Si potrebbe provare anche spossatezza e senso di affaticamento. Queste manifestazioni potrebbero essere sintomi di una malattia infiammatoria reumatica, la spondilite anchilosante.

Schiena rigida e dolente al risveglio e mentre si dorme di notte potrebbe essere un sintomo di questa malattia da non prendere sottogamba

La spondilite sarebbe una malattia cronica che colpirebbe la spina dorsale e le articolazioni. Le cause non sono del tutto note, ma avrebbe un qualche legame con un particolare gene, quello HLA-B27. Lo stesso indicherebbe una maggiore predisposizione a sviluppare la malattia. I disturbi della malattia potrebbero essere persistenti o meno.

Diagnosi tardive della spondilite anchilosante e dunque mancanza di apposite terapie potrebbero portare a degenerazioni progressive. Questa malattia potrebbe danneggiare la colonna vertebrale e limitarne il movimento. Oltre a deformità della colonna vertebrale, potrebbe condurre a danni articolari, osteoporosi e problemi di mobilità. Tutto ciò con evidenti conseguenze sulla vita e soprattutto per quanto concerne il lavoro. Inoltre, aumenterebbe anche la probabilità di contrarre malattie cardiovascolari e altre complicazioni rare.

Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, fondamentale la tempestività, perché con apposite cure si potrebbero perlopiù evitare aspetti invalidanti che vadano a inficiare la vita quotidiana. Terapie adatte potrebbero ritardarne o impedirne l’evoluzione. Si interverrà con farmaci, esercizi fisici e fisioterapia, ovviamente sotto la guida medica. Dunque, nel caso si sospetti la presenza di spondilite anchilosante, sarà bene sentire un parere medico e sottoporsi ad appositi esami per ottenere una diagnosi.

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