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Scenario economico internazionale e situazione politica italiana

Scenario economico internazionale e situazione politica italiana: come è messo lo scacchiere internazionale?

Prima di affrontare lo specifico tema della situazione italiana dopo i chiarimenti politici di sabato, vorrei riepilogare la situazione internazionale, fornendo un quadro complessivo basato su diversi elementi di analisi.

I singoli punti verranno poi approfonditi in specifici articoli, ed alcuni già sono stati oggetto di precedenti analisi.

Infine, la situazione italiana verrà approfondita tenendo in considerazione gli ultimi sviluppi.

A livello internazionale diversi elementi fanno pensare che stiamo entrando, o siamo prossimi ad entrare in una nuova fase ciclica di lungo termine, secondo lo schema di economisti come Kondratieff.

In ogni caso una fase caratterizzata da forza relativa di alcuni asset, in primis l’oro, soprattutto nei confronti di asset finanziari, come azioni ed obbligazioni.

Che azioni ed obbligazioni abbiano un loro ciclo ribassista durante fasi economiche di un certo tipo non è una novità, ma non è detto che in una fase ciclica di forza relativa debole ci siano solo mercati orso per titoli azionari ed obbligazionari.

Tuttavia nel contesto attuale constatiamo come sui principali indici azionari si possano effettivamente cogliere elementi di probabile top.

Questi elementi conducono a diversi tipi di analisi, sia proiettive, che trend following.

Nello specifico abbiamo notato che tecniche come magic box e top or bottom, piuttosto che la tecnica dei cicli sfasati, o metodi geometrici di Gann e coefficienti trigonometrici, hanno effettivamente proiettato potenziali target spazio temporali coincidenti con i massimi attuali.

A conferma di tale view sia indicazioni desunte dall’analisi grafica, che approfondiremo, sia elementi desunti da indici anticipatori, come un particolare indice immobiliare statunitense, che in pochi considerano, e che andremo ad analizzare prossimamente.

In un contesto internazionale, caratterizzato quindi dal passaggio ad una nuova probabile fase di forza relativa ribassista per gli asset finanziari, favorita da un trend di inversione al rialzo dei tassi di interesse, si colloca poi la situazione specifica italiana.

Evidentemente, le ripercussioni della situazione italiana non riguardano solo il nostro paese, ma il contesto internazionale.

Basti pensare a quanti titoli di stato italiani siano quelli in pancia a BCE, banche estere e via di questo passo.

Inoltre una grave crisi in Italia metterebbe a rischio la tenuta dell’eurozona, anche a prescindere da volontà e prospettive politiche. Ma ora, come si presenta la situazione italiana dopo il declassamento del rating, anche se con outlook stabile, da parte di Moody’s, ed il consiglio dei ministri di sabato?

Come di consueto, seguiamo un certo ordine nella nostra esposizione, seguendo questa scaletta:

Scenario economico internazionale e situazione politica italiana

  • Cosa è realmente successo nel cdm?
  • Quale la vera causa del contrasto tra UE e Italia?
  • Che senso ha il rating delle agenzie?
  • Qualcuno parla di Trojka: ma cos’è realmente?
  • A cosa dobbiamo guardare?

 

  • Scenario economico internazionale e situazione politica italiana. Cosa è realmente successo nel cdm?

Mi riferisco al consiglio dei ministri, da cui sarebbe scaturito un testo di decreto poi diverso da quello che sarebbe stato trasmesso al Quirinale (fermo restando che il quirinale dichiara di nulla aver ricevuto).

La conferenza stampa di sabato conferma, tramite le parole di Conte, la mia ipotesi.

Lo stesso Conte ha ribadito che la formulazione, la traduzione in termini di articolato tecnico-giuridico delle volontà dell’esecutivo è affidata ai tecnici, e ovviamente non è che si legga sempre, o quanto meno non sempre, ogni singolo articolo, comma per comma, durante le riunioni del cdm.

Ecco, quindi, che qualche tecnico ha scritto norme, peraltro dettate da una certa consuetudine.

Sappiamo, infatti, che anche il giurista più esperto non può ricordarsi a memoria di ogni parola, ogni frase, che necessita per tradurre la volontà di qualcuno in un atto avente efficacia giuridica, si tratti di un contratto, di un testamento, piuttosto che di una legge o di un regolamento, fosse anche solo un regolamento di condominio.

E quindi come fa?

Ovviamente mantiene tutta una serie di testi normativi e di frasi tipiche, conservate spesso in una memoria informatica, usate in caso di necessità per effettuare quello che si chiama drafting normativo/legislativo.

Io stesso, nel mio piccolo, ho talora svolto funzioni di questo tipo.

Ogni giurista, nelle proprie materia di competenza, può trovarsi a svolgere funzioni di questo tipo.

Infatti le situazioni più difficili sono quelle per cui ancora una materia non è stata trattata in precedenza, e mancano quindi riferimenti linguistici e precedenti normative.

Ed ancora una volta, trova conferma l’importanza di usare certi istituti da inserire nell’ articolato normativo.

Il riferimento alla normativa penale, quindi, è stato usato, proprio come vi dicevo in altro articolo, cioè per consentire di fare emergere il cosiddetto nero.

Infatti, dal momento che sopra una certa soglia, l’evasione costituisce reato, come fa uno che la voglia far emergere ad essere sicuro di non essere incriminato?

Ed infatti questa considerazione, da me anticipata, guarda caso è quella fatta propria dal medesimo Conte in conferenza stampa, quando ha detto che effettivamente proprio una parte del nero non emergerà, in considerazione di tale circostanza.

E qui si apre la questione finanziaria che vi dicevo: ma allora, dal momento che oggi, ore 12, scade il termine per la preparazione della lettera di difesa da parte di Tria, come rispondere, a fronte di un ulteriore mancato introito, che fungeva peraltro da copertura a certe spese?

Come notate, sono scomparse le manine, le manone, e financo le ipotesi di denuncia, come vi avevo preannunciato.

Ed anche sul resto non mi sono sbagliato.

Dicevo, sempre in quel precedente articolo, che la politica è l’arte del mai dire mai, e dico questo perché persone normali, dopo essersi reciprocamente insultate a suon di colui che è bugiardo e di colui che non capisce, evidentemente i rapporti come minimo si rompono.

Invece abbiamo notato una ricucitura.

Peccato che quella ricucitura non abbia risolto il problema più grande, nulla si è detto sul tema delle critiche alla finanziaria.

Di Maio se ne è andato dalla conferenza stampa, peraltro non perché dovesse recarsi in procura, ma ad una manifestazione pentastellata, e Conte e Salvini sono rimasti a rispondere alle domande.

In effetti una domanda sulla finanziaria c’è stata, ma Conte altro non ha fatto che rispondere come ormai sappiamo: tutto sta nelle differenti previsioni di crescita tra esecutivo e UE.

  • Scenario economico internazionale e situazione politica italiana. Quale la vera causa, dunque, del contrasto tra UE e Italia?

Da sempre istituti, enti, politici o meno, proiettano stime di crescita diversa.

Personalmente, appunto come avviene in consiglio dei ministri, di cui probabilmente qualcuno nell’esecutivo ancora non aveva ben compreso le procedure di funzionamento, certo non ho avuto tempo e modo di leggermi la bozza della finanziaria articolo per articolo, come invece fanno i tecnici che devono poi riferire alla commissione europea.

Ma credo che il problema di fondo sia tutto qui: a differenza di quanto indicato in precedenti finanziarie, anche la sintesi delle bozze che è possibile rinvenire on line, non cita minimamente le cosiddette clausole di salvaguardia.

Sono clausole che scattano soprattutto quanto le previste coperture poi si rivelano inferiori a quanto previsto.

Come quelle che in precedenza prevedano un incremento dell’Iva.

In questo caso, solitamente i commissari europei non hanno molto da criticare, perché operativamente è stato disposto un piano B di riserva a fronte di eventuali scostamenti negativi tra quanto previsto e quanto effettivamente verificatosi.

E se anche in questo caso si fosse fatto, non vedo né i motivi per un downgrade del rating, né per una bocciatura in sede UE.

Probabilmente, quindi, non sono state inserite.

Dico probabilmente perché di solito anche la sintesi riportata dalla stampa le indica, se previste, ma non in questo caso.

Ovviamente poi se effettivamente non sono inserite, certo il sottoscritto non penserà a qualche manina manigolda.

Aprendo una piccola parentesi a questo riguardo, vorrei lasciare un piccolo consiglio ai vari Di Maio ed a chi non abbia ancora ben capito le procedure del Cdm: probabilmente già si saranno affrontate, e si affronteranno in futuro normative lunghe, articolate e complesse.

A quel punto, visto che il tempo o la capacità di esaminare articolo per articolo quanto scritto dai vari tecnici non ci sarà, prima di approvare definitivamente, utilizzino sempre la formula salvo intese.

Poi, prima della prossima riunione del cdm, facciano leggere da propri tecnici di partito le bozze dell’articolato, e solo dopo, al successivo consiglio dei ministri, dicano se approvano o meno.

Vi faccio notare una cosa: questo secondo compito lo sanno svolgere tutti i giuristi che conoscano una certa materia.

Non occorre sapere redigere norme ed essere esperti di drafting legislativo.

Quindi non capisco perché DI Maio non abbia seguito questa strada, invece di lanciare accuse e vedere manine e manone.

Ma lasciamo stare.

E ribadiamo che il problema sta nelle differenti proiezioni di crescita.

L’esecutivo stima, in base a effetti tipici dei moltiplicatori economici, che anche incrementi della spesa corrente possano portare ad una crescita economica.

Invece la commissione europea ritiene che una crescita si possa prevedere soprattutto in presenza di investimenti in conto capitale, evidentemente, e visto che per questi investimenti si ritiene essere stato stanziato troppo poco, la conseguenza pare evidente.

Ma veniamo ora, invece, a capire un’altra questione, questa sì realmente importante.

  • Scenario economico internazionale e situazione politica italiana. Che senso ha il rating delle agenzie?

In realtà, il rating non ha alcun senso.

Chi lo formula spesso neppure conosce bene i conti dell’ente, società o stato che va ad esaminare.

Questo giudizio in molti casi non fa che riflettere quanto già detto da altri (ed infatti l’UE si era già espressa sulla finanziaria) e spesso e volentieri non capisce molto della reale situazione.

Notiamo, infatti, che è più che altro un giudizio politico, quando parla di riforme mancate, o insufficienti, e via di questo passo.

Ed ovviamente fa proprie stime, ancora una volta discrezionali, quando si riferisce a parametri come il debito/pil, visto che questo è strettamente legato, appunto, alle stime sulla crescita.

Ma questo avviene nel migliore dei casi, cioè quando si tratta di un giudizio, per quanto approssimativo ed infondato, comunque in buona fede.

Anche se, come ben sappiamo, la stessa UE aveva prospettato la necessità di una riforma delle agenzie di rating, proprio per i giudizi spesso infondati rilasciati nel passato.

Come dicevo, potrebbe però anche esserci di peggio, quando il giudizio è in evidente conflitto di interessi con chi lo emette, ed anche per questo era stata prospettata una riforma delle agenzie.

Pensiamo al caso di rating rilasciato ad una società che ne abbia bisogno per emissione di propri titoli, rating pagato dalla stessa società committente.

E che dire di quei soci delle agenzie che poi operano sugli emittenti stessi, compresi i nostri titoli di stato?

Come ben vedete, non è tutto oro ciò che luccica, e ben lo ricorda il caso Lehman brothers.

Ma diciamo qualcosa in più.

Forse quanto ho detto sopra sulle agenzie di rating in molti lo sanno, ma forse non tutti sanno che, a fondamento appunto di quanto detto, ci sono state anche cause, già vinte, da investitori che si sono ritenuti danneggiati dal giudizi delle agenzie.

Ed i giudici, infatti hanno dato ragione a chi chiedeva un risarcimento danni.

Qualcuno, comunque, in questi giorni, ed ancora una volta a sproposito, ha parlato anche di Trojka.

Diciamo, quindi, che evidentemente questa situazione è caratterizzata dall’intervento di molti che parlano a sproposito, probabilmente senza neppure capire di cosa stanno parlando, si tratti di manine o manone, rating quanto meno superficiali, Trojke o non Trojke, e quindi affrontiamo la questione:

  • Scenario economico internazionale e situazione politica italiana. Qualcuno parla di Trojka: ma cos’è realmente?

Chiariamo subito una cosa: la Trojka, come ente, non esiste.

Si tratta solo di un incontro, del tutto informale, tra membri della BCE, dell’FMI, e della commissione europea, soprattutto in relazione a quei casi in cui un paese chiede un aiuto finanziario.

In questi casi si può decidere di darlo, solitamente in più tranches, o meno, e quindi non è neppur vero che la trojka si sostituisca alla sovranità del paese.

Altro non fanno, questi organismi, che indicare al paese cosa fare se desidera ottenere i finanziamenti richiesti.

Poi resta nell’assoluta sovranità dello stato decidere se e cosa fare.

Ovvio che il finanziatore a quel punto resta libero di non concedere il finanziamento.

A questo punto, diciamolo molto chiaramente: non bisogna guardare né ai giudizi di rating, né ad altro, per capire se un debito di un qualsiasi emittente è solido, solvibile o meno.

I soldi non vanno restituiti alle agenzie di rating o altro analogo istituto, ma ai creditori, e quindi, quale miglior giudice di questo?

  • Scenario economico internazionale e situazione politica italiana. A cosa dobbiamo guardare?

Dobbiamo appunto guardare ai mercati, perché i titoli di stato sono quotati sul mercato, ed è il mercato ad indicare quali siano le reali prospettive di un paese, sia in termini di tenuta del debito, che di crescita economica.

Infatti una crescita insufficiente si riflette sui flussi dei titoli di stato, ed ecco riconfermato quanto appena detto.

Ma non solo.

I mercati esprimono spesso con una precisione di gran lunga superiore ad agenzie di rating, centri di ricerca pubblica e privati, cosa succederà, ed anche a prescindere da strumenti sopravvalutati quanto a capacità previsiva, come spread e cds, tramite la curva dei rendimenti.

Tutte le volte che la crescita economica ha, ad esempio, sorpreso le attese degli analisti, in effetti non ha destato tali sorprese in chi aveva seguito la dinamica della curva dei rendimenti.

Idem dicasi per problemi sulla solvibilità di un emittente, si tratti, tanto per fare alcuni esempi, dell’Argentina, delle obbligazioni Telecom argentine, piuttosto che della Turchia o degli USA.

Non è un caso che tra i parametri attentamente monitorati dalla Fed, che forse di proiezioni economiche se n’intende ben più della commissione europea o delle agenzie di rating, vi sia proprio la curva dei rendimenti, che quanto è più inclinata positivamente, tanto più esprime una valutazione positiva.

Come noto, il probabile downgrade di Moody’s era già anticipato dal giudizio della commissione europea, e quindi, vediamo, anche a fronte di tale circostanza, quale sia il differenziale di tassi tra la scadenza minoree  mag giore sulla curva dei rendimenti, prima dell’apertura odierna dei mercati, di Italia, Germania, Francia, Spagna.

Quanto maggiore è la pendenza, tanto maggiori sono le prospettive positive.

Italia: un mese fa 3,22, attuale 3,57

Germania: un mese fa 1,75, attuale 1,75

Francia: un mese fa 2,48, attuale 2,58

Spagna: un mese fa 3,05, attuale 3,25.

Sono dati che si commentano da soli.

Diversi paesi sono visti dalla curva dei rendimenti in situazione stagnante, paese con il maggior rialzo nella pendenza della curva proprio l’Italia e ricordiamo che, qualora i mercati temessero qualcosa, avrebbero semmai ridotto la pendenza della curva o addirittura l’avrebbero invertita.

Certo, le cose possono anche cambiare, e vedremo la giornata di oggi, ma non notiamo, al momento, nessuno di quei segnali, che invece ci hanno fatto anticipatamente segnalare, a differenza di tanti uffici studi, poi sorpresi da certi dati, dinamiche inaspettate da molti sui dati del pil di certi paesi o problematiche particolari.

Insomma tra curva di rendimenti e giudizi di commissioni e di agenzie di rating, a suo tempo i detentori di bond argentini, piuttosto che di obbligazioni Lehman brothers, avrebbero fatto meglio ad affidarsi alla prima e non alle seconde.

E noi continueremo a farlo, consigliando invece ai politici, per quel che può servire il nostro consiglio, di lasciar stare manine o manone, e semmai di consultare prima, e meglio, cosa scrivono i tecnici ed in particolare quelli del Dagl, quel dipartimento degli affari giuridici e legislativi, da me anticipatamente indicato come probabile estensore della versione modificata del decreto, come poi confermato dallo stesso Conte in conferenza stampa.

Approfondimento Mercati azionari americani: il top del decennio è stato segnato?

 

A cura di Gian Piero Turletti, autore di “Magic Box” e “PLT

Scenario economico internazionale e situazione politica italiana ultima modifica: 2018-10-22T09:23:46+00:00 da Gian Piero Turletti
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