Scarpe italiane: chi le compra?

Nel 2019 abbiamo messo ai piedi meno scarpe made in Italy. A fine anno è tempo di bilanci. La produzione è calata di quasi il 3% così come gli acquisti. A fare da contraltare è l’export con un aumento del 6,7%. C’è da sorridere da una parte ma dall’altra da riflettere. La nota congiunturale del Centro Studi Confindustria Moda per Assocalzaturifici non lascia coni d’ombra.

L’export tira

Le griffe di lusso sono trainanti per la vendita all’estero ma cala la produzione delle calzature made in Italy. Le scarpe del Belpaese piacciono in Svizzera e in Francia, Questi due Stati coprono un terzo delle vendite all’estero. Va bene anche negli Usa e Far East e anche dall’aggregato Cina e Hong Kong arrivano soddisfazioni.

Crollano le vendite in Germania, Russia, Medio Oriente.

Differenza tra grandi e piccole aziende

Il divario tra griffe e piccole medie imprese calzaturiere aumenta. I livelli di produzione minori vengono registrati proprio dalle piccole e medie imprese a marchio proprio che formano distretti calzaturieri.

Cosa succede in Italia

Pochi soldi e si tende a risparmiare. Le scarpe non vengono cambiate come una volta e si tenta di metterci una “suola” nuova pur di fare risparmio. La spesa per le calzature ha avuto una riduzione intorno al 3%.

Unico comparto che gode di buona salute è quello delle calzature sportive e sneakers. Battuta d’arresto per le scarpe “classiche” per uomini e donna.

Fuori l’orgoglio

Con un quadro simile, per far sollevare il settore calzaturiero, gli italiani dovrebbero acquistare più scarpe made in Italy. Con una sofferenza del genere i consumi degli italiani potrebbero dare una svolta. Rispolverare l’orgoglio italiano e acquistare scarpe soprattutto delle piccole e medie imprese a marchio proprio.  Le creazioni dei piccoli produttori nonostante tutto il mondo ci invidia, noi italiani siamo portati a snobbarle  per pura moda esterofila. Il comparto calzaturiero sta facendo enormi sacrifici economici, in un’epoca contrassegnata dal ricambio generazionale ma soprattutto dell’innovazione.

La sostenibilità può essere un filone da sfruttare per intercettare le esigenze e i mutati stili di vita richiesti dal consumatore.

Approfondimento

Analisi e Articoli su TOD’S (MIL:TOD)

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