Scadenza al 10 dicembre per chi ha aderito alla pace fiscale

Mancano quasi 3 miliardi di euro che lo Stato deve riscuotere dai contribuenti. Il Fisco, dovendo valutare al ribasso le stime dei versamenti fiscali prevede di incassare, entro fine anno, 6,4 miliardi anziché i 9,2 programmati all’inizio del 2020. Buona parte del calo è attribuibile alla sospensione dei versamenti, iniziata con il lockdown e protrattasi successivamente. Tuttavia, non sono solo le sospensioni dei versamenti ad aver ridimensionato le stime. il problema aggiuntivo è riconducibile anche allo scarso gettito derivante dalla pace fiscale, ossia dalla rottamazione delle cartelle ed dal saldo e stralcio. L’aspettativa riguardo a questo enorme gettito fiscale, si sta rivelando inferiore alle attese.

La ragione fonda sul fatto che, in quest’ambito, si sta registrando un adempimento di poco più del 60%. La restante parte dei contribuenti, ha presentato domanda ma poi non ha pagato il dovuto, nonostante la consistente riduzione rispetto all’importo originario. In questo modo, essi hanno fruito subito dei benefici correlati alla pace fiscale, come la sospensione delle esecuzioni coattive intraprese e di quelle nuove. Tuttavia, dall’altro lato, hanno pensato bene di non pagare le rate oppure di iniziare solo a pagare le prime, senza tuttavia proseguire con gli adempimenti.

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Termine per gli adempimenti

La scadenza al 10 dicembre per chi ha aderito alla pace fiscale, sembra che non verrà rispettata da molti contribuenti. La indicata data servirà per sanare il pregresso, versando le rate scadute. Tuttavia, il numero di contribuenti che non sono in regola è elevato, per questo si pensa che non tutti ottempereranno ai versamenti dovuti. Il 10 dicembre è il termine ultimo fissato dai Decreti Rilancio e Agosto per recuperare i versamenti pregressi e ancora mancanti. Inoltre, anche chi era già decaduto dalla rottamazione o dal saldo e stralcio, non avendo pagato entro i termini previsti, potrà mettersi in regola. Si tratta di quelli ancora indietro con le rate scadute nel 2019. Ebbene, essi potranno pagare sempre entro il 10 dicembre.

Questa è l’ultima possibilità concessa per rimettersi nella carreggiata della pace fiscale. Dopo detta data, non ci saranno altre chances. Quindi, in definitiva la scadenza al 10 dicembre per chi ha aderito alla pace fiscale, va intesa come termine ultimo. Dopo detta data, l’Agenzia, inizierà il recupero coattivo delle somme sfuggite ed intraprenderà anche la caccia ai furbi delle rate iniziali, poi non onorate. Si ci riferisce proprio a quanti non hanno rispettato i patti relativi all’accordo fiscale, avvantaggiandosi dei benefici senza, però, attendere ai versamenti rateali previsti.

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