Sarebbe un grande errore non condire la pizza con questi ingredienti che la rendono un cult di questa città

In Italia siamo molto dogmatici su alcuni argomenti. Uno di questi, paradossalmente, nasce proprio dalla creatività e dalla fantasia. Ed è quello del cibo. Ovviamente non si può pretendere di stravolgere le ricette. Queste, infatti, sono catalogate per prevedere un metodo ed alcuni elementi particolari. Ma dobbiamo ricordare anche che non sempre le ricette nascono da un unico inventore individuato in un tempo preciso della storia. Si registrano piuttosto alcune mode e tendenze che in alcuni periodi storici favoriscono certi ingredienti piuttosto che altri.

Lo stesso ragionamento si potrebbe applicare al variegato mondo della pizza. Forse siamo abituati a mangiare alcuni abbinamenti di ingredienti. Ma questo non significa che siano sempre esistiti. Ad esempio, la ricetta della Pizza Rossini a Pesaro è diventata negli ultimi anni un cult. Si può trovare in qualsiasi angolo della città. Prevede un condimento con ingredienti da molti ritenuti profani. Quindi, sarebbe un grande errore non assaggiare la pizza cult di questa città, da gustare per aperitivo con uno di questi vini (n.d.r. i vini riportati sono stati scelti dal redattore secondo il proprio gusto e le informazioni in suo possesso).

L’origine del nome

Ma vediamo sinteticamente da chi è nata l’idea e quali sono gli ingredienti che causerebbero perplessità ad alcuni. La pizza Rossini nascerebbe dallo spunto di un pasticciere del centro città. L’idea era quella di fornire un accompagnamento da stuzzicare durante l’orario dell’aperitivo. Infatti, la guarnizione prendeva spunto, tipicamente, dal contenuto di molti tramezzini. L’idea piacque in città e furono molti a iniziare a considerarla un valido accompagnamento per la bevuta preserale con gli amici.

La pizza Rossini viene condita in primo luogo con la passata di pomodoro e con la mozzarella. Una volta conclusa questa fase, si procede aggiungendo le uova sode (tagliate a fette). Infine, si unisce la maionese. Un filo di questa salsa ricopre normalmente le varie parti della pizza costituendo una guarnizione che avvolge gli ingredienti.

Una volta stabilita l’origine possiamo ora anche abbinarla degnamente. Un primo suggerimento viene dal Bianchello del Metauro. Questo bianco marchigiano ha un sapore sicuramente fresco e di pronta bevuta. È ideale per accompagnare pasti poco impegnativi, riuscendo a mantenere un sapore secco ma piacevole.

Sarebbe un grande errore non condire la pizza con questi ingredienti che la rendono un cult di questa città

In alternativa, proviamo un Pinot Grigio delle Venezie DOC. Le note acidule sapranno contrastare la consistenza dell’uovo sodo ed il retrogusto persistente riuscirà a superare il sapore avvolgente della maionese. Ricordiamo infatti che la Pizza Rossini nasce essenzialmente come un aperitivo, non come pizza al piatto. Ed un bianco con queste caratteristiche è super raccomandato per queste portate.

Se invece vogliamo bere un rosso, potremmo dare una opportunità ad un Bardolino DOC del Veneto. Infatti, le note leggermente amarognole, sebbene armoniose, sono ideali per vegetali ed antipasti. Inoltre, è un vino leggermente frizzante, aspetto ideale per un pasto gioviale come quello rappresentato da una pizza.

Ricordiamo poi che se vogliamo abbassare il livello di colesterolo quando ordiniamo una pizza, sarebbe un grande errore non fare questa richiesta, utile anche a migliorare la digestione.

(Le informazioni presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo. Non conosciamo le abitudini alimentari ed eventuali intolleranze dei nostri lettori e per questo motivo si raccomanda di rivolgersi al proprio medico riguardo a cibi che potrebbero causare danni alla propria salute. In ogni caso è fortemente consigliato leggere le avvertenze riguardo al presente articolo e alle responsabilità dell'autore consultabili QUI»)

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