Sanzioni e interessi agli automobilisti che non pagano questa tassa e nei casi estremi anche il fermo amministrativo  

La tassa meno amata dagli automobilisti si pagherà anche nel 2022, a prescindere dal fatto che il veicolo venga utilizzato o no. Stiamo parlando del bollo auto, che in tanti hanno sperato fino all’ultimo di non dover pagare nel nuovo anno.

Abbiamo già visto quanto costa all’anno mantenere un’auto e dove/come provare a tagliare le spese. Affrontiamo adesso alcuni aspetti che riguardano questo versamento. Anticipiamo solo che sono previste sanzioni e interessi agli automobilisti che non pagano questa tassa e nei casi estremi anche il fermo amministrativo.

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La recente Legge di Bilancio ha abrogato la tassa?

Malgrado le attese legate a una sua possibile abolizione, il Governo nell’ultima Manovra non ha disposto in tal senso. Quindi la tassa automobilistica si pagherà anche nel 2022, e il discorso vale anche per il superbollo. Tuttavia, quest’ultimo è dovuto solo da chi detiene un veicolo con potenza superiore a 185 kw.

Solo nei mesi più bui della pandemia gli automobilisti hanno avuto la possibilità di ottenere dei rinvii nel pagamento. La situazione sta però tornando al passato, per cui tutti i proprietari di un veicolo non soggetti ad esenzione dovranno pagare il bollo.

Quando si paga il bollo auto?

Il primo aspetto da affrontare riguarda il “quando” pagare. Nella gran parte delle Regioni d’Italia vale la regola secondo cui il versamento va fatto entro l’ultimo giorno del mese successivo alla scadenza. In Piemonte e in Lombardia, invece, la tassa si paga entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di immatricolazione.

Pertanto a gennaio dovranno pagarla i proprietari di veicoli il cui bollo è scaduto a dicembre 2021. Se invece il bollo scade questo mese, il pagamento andrà fatto entro il prossimo 28 febbraio. Vale lo stesso funzionamento per le scadenze che le cadono nei mesi di aprile, maggio, luglio, agosto, settembre o dicembre 2022. Si pagherà sempre nell’arco del mese successivo.

Ovviamente queste regole valgono per il caso in cui si tratti di un rinnovo e non di un primo versamento.

Come si paga questa tassa automobilistica?

Sono molteplici le forme attraverso cui è possibile adempiere al pagamento. Si può pagarla comodamente da casa, tramite il servizio home banking della propria banca. In alternativa si può ricorrere a Poste Italiane (online o allo sportello), sul portale dell’Agenzia delle Entrate, i punti vendita Sisal e Lottomatica. Inoltre si può procedere tramite Satispay, le agenzie di pratiche auto e/o uno sportello ACI, gli ATM abilitati, l’App IO dei servizi pubblici.

Sanzioni e interessi agli automobilisti che non pagano questa tassa e nei casi estremi anche il fermo amministrativo

La normativa vigente prevede pesanti sanzioni in caso di mancato pagamento della tassa, a prescindere dal fatto che il veicolo sia usato o meno.

In genere si parte dall’invio della cartella esattoriale all’indirizzo dell’automobilista moroso. L’importo della cartella è maggiorato dalle sanzioni e dagli interessi. Nel caso in cui neanche la cartella esattoriale riesca a sortire l’effetto (cioè il versamento del dovuto), si applica il fermo amministrativo del veicolo.

Nulla da eccepire: conviene sempre pagare quanto dovuto il prima possibile ed essere in regola con il Fisco.

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