Salvarsi dall’infarto quando si è soli ora è possibile. Ecco cosa devi fare

Se leggete “Salvarsi dall’infarto quando si è soli ora è possibile. Ecco cosa devi fare”, passate oltre. Cerchiamo però di capire il contenuto di questo articolo fake e i pareri contrari di alcuni medici e infermieri.

Questo è un titolo che attira sicuramente l’attenzione di molti. E lo sapeva bene l’anonimo che lo ha concepito qualche giorno fa. Questo utente sconosciuto ha infatti pensato bene di far circolare questa notizia sul web. E tutti, ovviamente, sono rimasti a bocca aperta. Tutti, infatti, leggendo queste parole, hanno tirato un respiro di sollievo. Finalmente, la paura di trovarsi soli in una situazione così critica svaniva lentamente. Eppure, la realtà è tutt’altra. Si tratta, infatti, dell’ennesima bufala fatta circolare su internet.

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Ecco in cosa consiste la bufala

L’autore ignoto ha stilato una guida ben precisa per mettersi in salvo poco prima di un infarto. Infatti, nell’articolo si legge che, chiunque stia per avere un infarto, ha 10 secondi per salvarsi. Come? Tossendo ripetutamente. Quindi, colpi di tosse forti e decisi senza pause fino a che non si sente il cuore battere normalmente. Sappiamo che il corpo ci invia dei segnali prima di avere un infarto. E quindi, secondo l’autore, bisognerebbe sfruttarli proprio per agire in questo modo. Ma vediamo piuttosto perché questa notizia non deve essere persa seriamente.

La notizia è falsa, qui sono spiegati i motivi

Salvarsi dall’infarto quando si è soli è possibile. Ecco cosa devi fare. A chi non farebbe un certo effetto avere effettivamente il segreto per salvarsi da una tale situazione? Insomma, leggere queste parole crea una speranza senza precedenti. Ed è un vero peccato che la realtà sia un’altra. Insomma, a tutti noi piacerebbe che questa notizia fosse vera! Diversi medici e infermieri, infatti, hanno preso le distanze da quest’affermazione, pubblicando contenuti contro questo articolo sui principali siti di informazione sanitaria. Basti vedere, tra l’altro, quanto i segnali di infarto di questo articolo differiscano da quelli evidenziati dalla Fondazione Umberto Veronesi!

Inoltre, badate bene. Abbiamo già detto che l’articolo non è firmato. E non è riportato il nome di alcun medico o specialista che sostenga questa tesi. Si tratta semplicemente dell’ennesima bufala cui non dovete dare retta. Quando leggete queste cose, fate sempre attenzione. Se gli articoli che trovate in rete non sono accreditati da persone competenti, non credete mai al loro contenuto. Ne va davvero della vostra salute!

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze a riguardo, consultabili qui»)

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