Salgono a 18 i giorni di permesso 104 per l’assistenza ai disabili

Un recente intervento dell’Istituto di Previdenza sociale  (INPS) ha stabilito  salgono a 18 i giorni di permesso 104 per l’assistenza ai disabili. Non manca, e anzi risulta costante, l’attenzione che gli Enti preposti riservano alla cura dei soggetti più vulnerabili. In situazioni di emergenza sociale come quella ingenerata dall’uragano coronavirus si conferma altissimo il rischio di trascurare i bisogni inderogabili dei soggetti non autonomi.

Le norme sanitarie di distanziamento sociale rendono attualmente più difficile assicurare la presa in carico della cura di individui affetti da gravi patologie. Rispetto agli altri, i soggetti disabili o la cui autonomia psicofisica risulta compromessa da condizioni di invalidità sono sovraesposti al rischio di incuria e abbandono. Ciò spiega perché salgono a 18 i giorni di permesso per l’assistenza ai disabili e a quanti patiscono condizioni di invalidità.

Raggiungere i disabili all’epoca del coronavirus

L’obbligo di circostanziare gli spostamenti in riferimento esclusivo alle situazioni di emergenza e ai bisogni primari penalizza oltremodo i soggetti non autonomi. A margine delle misure di distanziamento sociale occorre evidenziare lo spalancarsi di altri scenari che giocano a sfavore dei disabili.

Solitamente attorno al soggetto disabile o gravemente invalido ruotano diverse figure professionali. Si tratta di operatori che quotidianamente svolgono mansioni tese ad assicurare benessere psicofisico ai pazienti che non sono in grado di badare a se stessi. Ad oggi, a causa della diffusione del virus, risulta estremamente pericoloso per questi pazienti il contatto diretto con gli operatori. Il professionista che dispensa cura e assistenza ai disabili e agli invalidi potrebbe essere un portatore sano di coronavirus, magari asintomatico.

Salgono a 18 i giorni di permesso 104 per l’assistenza ai disabili

Il paziente disabile o invalido a stretto contatto con un operatore che lavora anche in altri contesti sanitari è esposto a rischio di contagio. Numerose evidenze scientifiche corroborano ormai la consapevolezza che, in presenza di altre patologie, l’attacco sferrato dal coronavirus è più virulento e porta al decesso. Non poche le famiglie che, per prudenza, hanno pertanto deciso di interdire l’accesso agli operatori sanitari e di farsi carico della cura del disabile.

La circolare n. 45/2020 del 25 marzo scorso giunge a sostegno dei nuclei familiari con disabili e ha aumentato di 12 giorni i permessi 104. In altri termini, il lavoratore che beneficia della Legge 104/92 avrà diritto ad ulteriori 12 giorni di permesso retribuito per assistere il familiare disabile. I 12 giorni andranno così ad assommarsi ai precedenti 3 di cui già godeva mensilmente per un totale di 18 giorni. Nei mesi di marzo e aprile il lavoratore cui spetta il congedo potrà richiedere 3 giorni per ciascun mese citato. Il lavoratore potrà distribuire i 12 giorni di permesso retribuito supplementari nei mesi di marzo e aprile a seconda delle proprie esigenze.

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