Saldi vegani a partire dal make-up

Sono iniziati i saldi anche per il popolo vegan, per chi ha deciso di escludere dalla propria alimentazione carne, pesce e ogni derivato animale come uova, latticini, miele.

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Adottare uno stile di vita coerente con gli ideali vegani significa evitare di indossare abiti e accessori in pelle, cuoio e tantomeno cappotti di pelliccia. Ma anche cambiare completamente la dotazione di prodotti di bellezza e cosmetica. Ecco i consigli degli Esperti di Moda e Beauty di ProiezionidiBorsa per i saldi vegani a partire dal make-up.

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Più vegani tra i pet owner

Secondo l’ultimo rapporto Eurispes in Italia i vegani sono in aumento, crescono del 2,2% all’anno. Questo stile di vita a 360 gradi abbraccia ormai tutti gli ambiti di consumo, compresa la cosmetica.

Sempre più persone che amano gli animali, e ci tengono alla salvaguardia del pianeta, sono diventate vegane. Saldi vegani a partire dal make-up. È una buona intenzione, ma attenzione agli errori.

Non bisogna mai regalare, una crema al latte o al miele o con cera d’api all’amica che non porta più le scarpe di pelle. Anche se è impiegato da sempre per la bellezza della pelle e per le sue proprietà nutrienti e antisettiche, il miele non rientra negli standard vegan.

Così come la lanolina, un emolliente ricavato dalla lana di pecora. Sono bandite anche le creme a base di propoli e quelle a base di bava di lumaca, che è allevata intensivamente per strisciare senza sosta.

Saldi vegani a partire dal make-up

Creare cosmetici vegani non è semplice, anche se c’è chi lo fa dal 1940. Bisogna fare a meno dei profumi che non siano ricavati al 100% da fiori, della polvere di madreperla nelle ciprie. E anche di fard e ombretti che contengono pigmenti derivati dalla lavorazione del vino.

La cosa più difficile sono i lipstick rossi, perché il colore carminio è solitamente ricavato da un insetto, la cocciniglia. La stessa impiegata per la colorazione degli aperitivi bitter.

La palette vegana spopola tra i giovanissimi, che chiedono spesso anche prodotti cruelty free, vale a dire non testati sugli animali.

Come riconoscere i prodotti giusti

Non fidiamoci troppo del coniglietto, un simbolo del vegan: ma deve essere quello giusto. Altrimenti vuol dire che è stata apposta una decorazione ambigua sul prodotto. La Vegan Society rilascia una certificazione alle imprese autorizzate. Che possono apporre una lettera “V” verde sui prodotti. Per essere sicuri dobbiamo cercare altri simboli, come il bollino “VeganOk”, oppure le diciture che confermano l’approvazione del prodotto da parte della LAV, la Lega Anti Vivisezione.

 

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