Ritorna Wall Street. Ma la situazione è pesante

Dopo la pausa per il Labour Day ritorna Wall Street. Ma la situazione è pesante. Quando in Italia mancano pochi minuti alle 14 il passivo sul Nasdaq arriva a -2,9%. Il motivo? I grandi nomi dell’hitech potrebbero avere quotazioni troppo alte, secondo alcuni analisti. Ma questo non significa che il settore sia da evitare. A loro favore giocano degli utili interessanti così come interessanti restano i bilanci fondamentalmente sani. Da qui la scelta di Goldman Sachs di confermare il rating overweight sulle azioni del settore tecnologico. E Piazza Affari?

La situazione in Europa

Se i futures sul Nasdaq sono negativi, come anche quelli degli altri due indici maggiori, dall’altro lato dell’oceano le cose non sono da meno. Sempre nello stesso momento, e cioè quando mancano pochi minuti alle 14, il Ftse Mib vede un -2,2%. A peggiorare le cose è anche la campagna elettorale di Trump che punta ad aumentare le tensioni con la Cina per riuscire ad avere un appoggio maggiore da parte dell’opinione pubblica. Ma guardando al Vecchio Continente è senza dubbio il fattore PIL che zavorra, e non poco, i listini. Ecco quindi spiegato non solo il -2,2% di Piazza Affari ma anche il -1,35% del Dax di Francoforte, il -1,75% del Cac di Parigi e lo 0, 56%, sempre in territorio negativo, del Ftse 100 di Londra.

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I rating a Piazza Affari

Per quanto riguarda i rating a Piazza Affari è da citare l’overweight di Jp Morgan su Poste Italiane (MIL:PST). Il giudizio positivo si accompagna allo stesso tempo ad un aumento del target price che dal precedente 12,6 passa all’attuale livello di 12,90 euro. Overweight anche per Unipol. Anche in questo caso il target ha visto un deciso rialzo: da 5,30 euro è passato a 5,80 euro.

La situazione a Wall Street

Come detto ritorna Wall Street. Ma la situazione è pesante sui listini Usa. Infatti l’S&P500, pochi minuti dopo le 14, segna sui futures un -1,2% mentre il Dow registra un passivo dello 0,6%. Confermata, come già accennato, la pesantezza del Nasdaq a -2,8%. Da citare due elementi in particolare: il rafforzamento del dollaro sull’euro e il calo dei prezzi del petrolio. In quest’ultimo caso, numeri alla mano, il Brent arriva a perdere ben il 3,4% fermandosi poco sotto quota 40,6 dollari al barile. Non vanno meglio le cose per il Wti statunitense. Qui il passivo è del 3,8% con un barile a 37,6 dollari.

Gli eventi più importanti nel calendario macroeconomico

Agli orari prefissati si può consultare il calendario economico  per leggere l’esito dei dati macroeconomici pubblicati. Per quanto riguarda i dati macro di oggi, gli Usa non registrano eventi interessanti. Spicca però, in Europa, il dato sul PIL del secondo trimestre: -14,7% anno su anno e -11,8% nel confronto con il trimestre precedente. Ultima nota: l’occupazione nell’eurozona. Nel secondo trimestre si è visto un -2,9%, in aumento rispetto al -2,8% della precedente rilevazione.

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