Risparmio: l’Italia rischia di perdere il primato?

Sono lontani  i tempi in cui la giornata nazionale del risparmio veniva “celebrata” in tutte le scuole con addirittura in alcune zone la consegna di materiale gratuito agli scolari.

Probabilmente soppiantata dalle tante ricorrenze commerciali che negli anni si sono man mano generate.

Esattamente all’opposto della logica del risparmio…bisogna consumare e consumare!

Eppure stiamo parlando di una delle giornate dalla storia più antica preceduta forse soltanto dalla festa della mamma e da San Valentino…

 L’Italia perde il primato?

Con queste premesse si va verso un ‘Italia che sta per perdere lo storico primato di nazione più “risparmiosa”?

Fin che regge la vecchia guardia degli attuali nonni, accumulatori seriali di BOT e BTP con qualche scappatella tra fondi ed azioni probabilmente no.

Il rischio sarà con la generazione dei figli del boom economico nati tra gli anni 60 e 80 che hanno conosciuto l’era dell’indebitamento che ha sopravanzato decisamente la propensione al risparmio.

Molto per una maggiore spinta imprenditoriale rispetto alle generazioni precedenti ma molto anche semplicemente per la spinta ai consumi sempre maggiore dettata dal sistema e recepita dall popolazioni. In Italia e non solo.

Risparmio: la generazione Z non conosce questa parola

Mentre si affacciano per la prima volta nel mondo del lavoro, i membri della Generazione Z (coloro che hanno un’età pari o inferiore a 22 anni) non riescono a concentrarsi su un aspetto chiave delle loro finanze personali: i loro risparmi.

Lo dimostra uno studio americano condotto dal Northwestern Mutual, su un campione di 2.000 adulti negli Stati Uniti.  Dallo studio emerge che il 57% della Generazione Z non ha idea dell’ammontare dei risparmi personali, rispetto al 46% della popolazione in generale.

A tal proposito interessante l’analisi realizzata negli States Emily Holbrook, senior director della pianificazione della Northwestern Mutual.

Durante un’intervista alla CNBC Make It, Holbrook ha dichiarato che nel tempo questo disinteresse per le forme di risparmio potrebbe provocare danno ai giovani già inserito nel mondo del lavoro.

Certo, probabilmente molti giovani non hanno avuto per ora necessità impellenti e bisognose di risparmi(casa, matrimonio, ecc).

Tuttavia rimane fondamentale che i giovani lavoratori inizino a pianificare il futuro ora” ha ribadito Holbrook, specificando che, in questo momento storico, “non si può sottovalutare l’importanza di prendere le redini e fare alcuni passi positivi da subito”.

Questo perché i giovani oggi come oggi sono nella posizione migliore per approfittare del tempo sul mercato.

Interessi composti

Grazie agli interessi composti, (e questa è un ‘ipotesi ottimistica da mercati azionari americani…) prima si si inizia e meglio è.

Tra dividendi e rivalutazione delle azioni…il tempo è danaro.

Ad esempio:

“Se risparmi $ 285 al mese a partire da 25 anni e guadagni un tasso di rendimento dell’8%, avrai circa $ 1 milione a 65 anni. Ma se aspetti di iniziare fino a 30, devi mettere via $ 433 al mese per finire con la stessa quantità di denaro da parte. Se aspetti fino a 40, quel numero arriva fino a $ 1,045” ha aggiunto Holbrook.

Approfondimento

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