Risparmiatori sedotti dall’investimento green, ma se qualcosa non va diventano attivisti

Aumentano in tutto il mondo gli investimenti per una ripresa economica green. E anche le emissioni di vari strumenti all’insegna della sostenibilità, che risultano molto interessanti per i risparmiatori privati.

Ma attenzione: se l’emittente non convince, ora i sottoscrittori diventano attivisti e alzano la voce, perché siano riviste le strategie aziendali. Le società di rating non sono certo sorde ai rilievi mossi all’interno dai piccoli azionisti e all’esterno da altri shareholders. In vari casi sono pure intervenute. Abbassando i rating, ovviamente.

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Ecco come approfondire questo tema: con Noi della Redazione Risparmio e Famiglia di Proiezioni di Borsa. Aumentano i risparmiatori sedotti dall’investimento green, ma se qualcosa non va, diventano attivisti.

Risparmio gestito in salito nel mese di febbraio

Intanto, Assogestioni riferisce che a febbraio la raccolta netta dell’industria italiana del risparmio gestito è stata positiva per 2,1 miliardi di euro. Dall’inizio dell’anno si sale a 14,6 miliardi di euro di patrimonio gestito. Le gestioni collettive hanno raccolto 2,2 miliardi, la raccolta netta dei fondi aperti è stata pari a 2 miliardi, mentre i fondi chiusi totalizzano 200 milioni di patrimonio gestito.

I green bond raggiungono livelli record

Fra gli strumenti che di recente hanno raccolto molti consensi, raggiungendo nuovi massimi mensili a marzo, e pronti a volare a 400 miliardi di euro, c’è il mercato globale delle emissioni di green bond. Che potrebbe passare a 1 trilione di euro entro la fine del 2021. I green bond continueranno a galoppare e potrebbero raggiungere nuovi massimi nel 2022.

Sono molto attraenti anche le ultime emissioni, gran parte di queste rappresenta quelle pianificate nel 2020 prima della pandemia, poi rinviate. Risultano in aumento a 48 miliardi di euro di aumento rispetto al precedente record di 44 miliardi di euro stabilito a settembre 2020.

Crescono anche le offerte dei fondi aperti

Cresce, però, anche l’influenza delle battaglie attiviste a proposito dell’operato dei fondi. Queste azioni collettive hanno toccato un record storico nel 2020 secondo Standard & Poor’s Global. Che ha contato 313 società finite nel mirino degli investitori che vogliono far sentire la propria voce. Hanno protestato sulle scelte sociali e ambientali.

Dunque, non soltanto in tema di commissioni, strategie e governance. La crescita di questo fenomeno è stata tumultuosa. Le campagne sociali ambientali rappresentano il 75% delle campagne attiviste, sottolinea l’agenzia di rating.

Risparmiatori sedotti dall’investimento green, ma se qualcosa non va diventano attivisti

Le azioni di protesta più forti hanno riguardato gli effetti di fusioni, acquisizioni o altri cambiamenti nella struttura del capitale. Queste campagne attiviste hanno portato, in 26 casi, a interventi dell’agenzia americana. A proposito di rating, ovviamente. Che sono stati rivisti al ribasso.

Standard & Poor’s ritiene, dunque, che ci sia potenzialmente uno spazio significativo per una crescita delle campagne attiviste nel 2021. Specie per le campagne riguardanti operazioni finanziarie di acquisizione. Queste campagne di opinione possono trasformarsi, anzi, in altro. In richieste più ampie di revisione strategica delle governance aziendali, che saranno sempre più confrontate con il nuovo ordine mondiale post-pandemia.

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