Risparmiare in progressione: come fare?

Per risparmiare in progressione c’erano una volta (e ci sono ancora) i piani di accumulo, i cosiddetti PAC.

Con un versamento periodico, normalmente mensile, si può accantonare una somma in un fondo di investimento con l’obiettivo della massima rivalutazione nel tempo.

E qui sta un primo punto: i fondi più idonei, nel medio lungo termine atto a completare un PAC (dai 5 ai 20 e oltre anni), sono quelli azionari.

Dagli stessi schemi prospettati dai consulenti continuando a versare anche nelle fasi critiche della Borsa il risultato finale tende ad ottimizzarsi.

Visto che nelle fasi di discesa a parità di importo si acquistano più quote.

Rimane il problema dell’emotività, viste le frequenti crisi attraversate dalle Borse negli ormai oltre 35 anni da quando questi strumenti di risparmio sono sbarcati in Italia.

Le società pioniere ai tempi furono Dival, Fideuram e la Agos del mitico fondo Fiorino.

Reti di consulenti che distribuirono milioni di PAC con le promesse suddette.

Ma poi molti clienti in preda a una emotività difficile da controllare nella fasi critiche per le Borse anziché semmai versare qualcosa in più fermarono i PAC o li girarono in fondi più tranquilli (per così dire) semmai consolidando le perdite.

Insomma un risparmiare in progressione non sempre premiato dalla lucidità delle scelte.

Talvolta anche per la scarsa preparazione delle reti e/o la limitata personalità dei consulenti stessi.

Spesso ugualmente vittime dell’emotività del momento.

Risparmiare in progressione: dalle polizze ai fondi pensione

Negli stessi anni ’80 a fianco dei PAC il ramo vita assicurativo pensava bene di trasformare con decisione le proprie polizze vita.

Da un mero prodotto di copertura di rischio si passò a una vera forma di previdenza alternativa.

Nascevano le cosiddette polizze miste cui seguirono le decisamente migliori, dal punto di vista della rivalutazione pensionistica per il cliente, polizze di rendita.

Risparmiare in progressione: i fondi pensione

Poi nacquero i fondi pensione veri e propri.

Da oltre 15 anni sono nate infatti le forme di previdenza alternativa di categoria o anche aziendali che si sono affiancate ai prodotti delle assicurazioni.

Compagnie assicurative che comunque avevano compreso ben prima le scadenti prospettive del sistema pensionistico pubblico.

Prospettive di decadenza delle remunerazioni confermata dalla frequenti riforme peggiorative realizzate dai vari governi negli ultimi anni.

Eppure nonostante questa risaputa ormai debolezza del sistema previdenziale pubblico in Italia una piena affermazione della cultura del risparmiare in progressione non si è mai definitivamente affermata.

Troppo bassi gli incentivi fiscali o troppo scarsa la propensione all’accumulo di un popolo che comunque rimane ai vertici mondiali come monte di risparmio privato?

In ogni caso risparmiare in progressione è un qualcosa che va pianificato nelle proprie dinamiche di bilancio mensile.

Con l’informatizzazione dei sistemi è possibile farlo anche con cifre mensili minuscole alla portata di quasi tutti…l’importante è cominciare.

Approfondimento

Dollar cost average (DCA)

Dividendi mensili: i titoli da comprare

Risparmiare in progressione: come fare? ultima modifica: 2019-06-26T06:25:44+02:00 da Gianluca Braguzzi
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