Riscopriamo il valore dei distretti industriali in Italia

In tutte le Regioni d’Italia sono nate nel dopoguerra e si sono estese nei decenni successivi le unità locali produttive che conosciamo con il nome di distretti industriali.

Alfred Marshall, noto e illustre economista inglese fu tra i primi a parlarne e a darne una definizione nella seconda metà dell’800. Secondo l’accademico, il distretto industriale è “un’entità socioeconomica costituita da un insieme di imprese, facenti generalmente parte di uno stesso settore produttivo, localizzato in un’area circoscritta, tra le quali vi è collaborazione ma anche concorrenza”.

La descrizione ci fornisce molti elementi a proposito di questo modello di produzione all’avanguardia. Vediamo quali sono i distretti più importanti e dove sono collocati.

Riscopriamo il valore dei distretti industriali in Italia: ecco quanti sono

Nel Paese si registra la presenza di circa duecento distretti industriali sparsi a macchia di leopardo da Nord a Sud. Ciascuno di essi si caratterizza per la contiguità geografica delle aziende che ne fanno parte, per l’importanza del capitale umano e per l’alta specializzazione.

Infatti, tante piccole imprese si occupano di fasi specifiche della realizzazione del prodotto. L’organizzazione del lavoro, così concepita, rende i distretti dei poli industriali di alta qualità.

Qui si producono soprattutto i beni del Made in Italy (approfondimento) domandati dal resto del mondo. Per ragioni di sintesi, non è possibile citare tutti i distretti presenti nel nostro Paese. Non intendiamo fare torto a nessuno, limitandoci a menzionarne solo qualcuno.

Nord Italia

Partendo dall’Italia Settentrionale richiamiamo il distretto delle armi leggere in Val Trompia e quello del mobile in Brianza (Lombardia). In Piemonte troviamo oltre all’indotto della Fiat, il distretto agroalimentare di La Morra.

In Liguria segnaliamo le eccellenze nel campo del vetro e della ceramica prodotte a Savona. Spostandoci nel Veneto non possiamo non citare il distretto dell’occhialeria di Belluno e quello del prosecco. Per i motori andiamo in Emilia: qui si trova il distretto motoristico di Bologna.

Centro Italia

Riscopriamo il valore dei distretti industriali in Italia: anche nella parte centrale del Belpaese ne sono concentrati molti di grande pregio.

Degni di nota nel Lazio sono il distretto dell’abbigliamento di Valle del Liri e quello chimico-farmaceutico di Anagni. L’oro di Arezzo e le produzioni conciarie e calzaturiere di Santa Croce sull’Arno sono più che rappresentativi della Toscana.

E, a proposito di scarpe, è d’obbligo citare il prestigiosissimo distretto di Fermo e Macerata. Rimanendo nelle Marche, vogliamo segnalare anche la presenza dello storico distretto cartario di Fabriano. In Abruzzo, Regione confinante a Sud, si distingue il distretto agroalimentare della Marsica.

Sud Italia

Il distretto della pasta di Gragnano è forse il più famoso, ma non di certo l’unico nel Meridione. Un vanto italiano di cui essere orgogliosi è il distretto dell’aerospazio pugliese. Sempre in Puglia troviamo anche il distretto produttivo dell’informatica e quello della meccanica.

La Calabria conta, invece, appena tre distretti, tutti nell’agroalimentare: Sibari, Bisignano e Maierato.

Andiamo in Sicilia, infine. A Mazara del Vallo è ubicato il distretto della pesca, la località è nota soprattutto per i gamberi rossi. A Caltagirone ha sede la produzione collettiva della ceramica. Per l’ortofrutta c’è il distretto di Pachino. Ultimo ma non ultimo, anche Palermo ha il suo distretto industriale, quello della meccatronica.

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