Rischio di malattie cardiovascolari anche per chi fuma sigarette elettroniche

Negli ultimi 10 anni si erano visti spuntare negozi di sigarette elettroniche ovunque. Un business che ha funzionato ma che adesso, complici i divieti in molti paesi del mondo, primi tra tutti India e Cina, è in parabola discendente. Non è un gioco di parole, ma è un business che rischia seriamente di andare in fumo. I colossi del tabacco, come la Philp Morris (NYSE:PM) contavano di controbilanciare i proventi sempre più ridotti delle sigarette tradizionali. E i dati davano loro ragione, vista la cifra record di 35 miliardi di dollari raggiunta nel 2021. Invece recenti studi medici hanno evidenziato il rischio di malattie cardiovascolari anche per chi fuma sigarette elettroniche.

La prima guerra da Trump

Il Presidente americano Trump ha dichiarato guerra da subito alla sigaretta elettronica. Motivo: stava conquistando in maniera esponenziale il mercato dei” teen agers” Usa. Stando ai dati del Centro Americano sull’abuso di droghe, il 16% dei ragazzi tra i 12 e i 18 anni fuma sigarette elettroniche. Nella convinzione, sbagliata, che faccia meglio del tabacco normale.

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Il rischio salute

Secondo l’Università di Boston, che ha preso in considerazione 500 fumatori di “e-cig”, come si chiamano in termine tecnico, il rischio maggiore riguarda i vasi sanguigni. Questi infatti assumerebbero la stessa rigidità dei fumatori tradizionali, aumentando il rischio infarti. Cosa che non accade invece ai non fumatori. Evidente quindi il rischio di malattie cardiovascolari anche per chi fuma sigarette elettroniche. Lo studio rivela anche i danni provocati alle cellule endoteliali dei vasi, assolutamente simili a quelli delle sigarette tradizionali.

Il cuore non ne beneficia

Quindi, a differenza delle campagne pubblicitarie che lanciarono il prodotto su larga scala, il cuore non beneficia assolutamente di alcun fattore positivo. Anzi, con i danni provocati ai vasi capillari, il cuore viene sottoposto a maggior stress, col rischio di aumento delle malattie specifiche. Inoltre, i campioni sottoposti ai test hanno evidenziato un sistema immunitario indebolito rispetto a un non fumatore. I polmoni, comunque ostruiti dall’olio delle sigarette elettroniche e preoccupanti e anomale reazioni del sistema respiratorio alle sostanze chimiche contenute.

Puntuali smentite

Ovviamente per salvare dal tracollo l’intero comparto, sono apparsi i primi studi a favore, che si sono però dovuti inchinare alla verità, senza possibilità di smentita. “La sigarette elettronica fa meno male al cuore di quella tradizionale” è stata la replica. Fa meno male quindi, non “non fa male”. Due cose ben diverse.

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(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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