Rischi di prendere una multa di 2.064 euro se non agisci entro il giorno 1 ottobre

Nell’articolo precedente abbiamo affrontato l’argomento sul debito sulle nostre spalle già dalla nascita.

Il Fisco ci riserva tante sorprese (spesso spiacevoli), che si nascondono dietro ad ogni angolo.

Basta che sfugga un dettaglio, come il rinnovo della PEC, ed ecco arriva una bella multa.

Oggi ti spiego come rischi di prendere una multa di 2.064 euro se non agisci entro il giorno 1 ottobre.

La normativa

Il Decreto-Legge del n. 76 del 16 luglio 2020, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale ,e nello specifico l’articolo n. 37, comunica cambiamenti importanti. Il primo si riferisce al cambio della terminologia da “indirizzo di posta elettronica certificata”, sostituendola con “domicilio digitale” di cui all’articolo 1, comma 1, lettera n -ter del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82.

Il secondo, quello che ci interessa di più, penalizza tutte le imprese, che non hanno fatto la comunicazione del proprio domicilio digitale. Lo stesso vale anche per coloro a cui l’indirizzo è stato cancellato, oppure scaduto. Il termine entro il quale è necessario regolarizzare, facendo la comunicazione al Registro delle Imprese è il 1 ottobre 2020.

Rischi di prendere una multa di 2.064 euro se non agisci entro il giorno 1 ottobre

Hai ancora pochi giorni per regolarizzarti ed evitare una salata sanzione. Infatti, il termine scade il 1 ottobre 2020.

Nel caso in cui non provvedi alla comunicazione, corri il rischio di pagare una multa salata da 206 a 2.064  euro per le società e per le imprese individuali da 30 a 1.548 euro  e l’assegnazione di un nuovo indirizzo.

Altri soggetti interessati

La situazione riguarda  anche ai professionisti iscritti in albi ed elenchi che devono regolarizzare la loro posizione.

Conseguenze oltre la multa

La mancata comunicazione, porta a diffidare l’iscritto, e, in caso di inadempienza, trascorsi 30 giorni, l’Albo o l’Elenco sarà costretto a sospenderlo.

Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo e alle responsabilità dell'autore, consultabili QUI»)

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