Rincaro bollette, ecco quanto si pagherà

Il primo luglio prossimo, fra meno di una settimana, scatteranno i ritocchi alle bollette di luce e gas. Proprio nei mesi in cui molte famiglie italiane soffrono per il pagamento rallentato degli stipendi nelle piccole e medie imprese, per le attività commerciali che non tornano a ingranare, per la spesa supplementare in sanificatori sia nella vita privata che in quella lavorativa. Il Codacons ha già fatto i conti. “Se da un lato le tariffe del gas scendono del -6,7%, dall’altro quelle della luce aumentano del +3,3% proprio nel periodo estivo” afferma il presidente del comitato Carlo Rienzi. “Ossia quando crescono i consumi elettrici degli italiani per condizionatori e impianti di climatizzazione, determinando un danno e un maggior esborso per le famiglie”. Le variazioni tariffarie sono state comunicate ieri da Arera.

Tassazione in forte crescita

Con le nuove tariffe che scatteranno dal prossimo 1° luglio, gli utenti si ritrovano inoltre a pagare su ogni bolletta del gas il 49,17% di tasse (imposte e oneri di sistema) e il 39,13% sull’elettricità. Si tratta di una tassazione in significativa crescita sul trimestre precedente, che non è stata particolarmente reclamizzata dai gestori. “Questo significa che nel 2020, considerata la spesa media annua per l’energia, ogni famiglia pagherà 495 euro di tasse sul gas e 194 euro sulla luce”, specifica il Codacons.

“Tutto ciò in un momento in cui milioni di nuclei, a causa della crisi legata al coronavirus, si ritrovano in grandi difficoltà economiche. E fanno fatica a pagare le utenze domestiche – insiste presidente del Codacons Carlo Rienzi. Per tale motivo il Codacons ha presentato una istanza a Governo e Arera, affinché siano eliminati “gli oneri di sistema sulle bollette di luce e gas almeno per tutto il 2020”.

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Rincaro bollette, ecco quanto si pagherà

La causa del rincaro bollette deciso dai gestori è anche da attribuire al brusco calo dei consumi elettrici in Italia da marzo ad oggi. Secondo un’analisi di Althesys, dalla metà di marzo a oggi la domanda elettrica nazionale si è ridotta di oltre il 20 per cento. Una perdita sensibile che con le attuali previsioni di ripresa, potrebbe tradursi a fine anno in 302 miliardi di kWh in meno nel fabbisogno italiano. Se il dato fosse confermato, sarebbe il livello di consumi elettrici in Italia dal 2001 a oggi.

Crescono le rinnovabili

Ma mentre la domanda cala, le energie rinnovabili crescono. L’energia pulita è riuscita a soddisfare il 42 per cento del fabbisogno nazionale, a fronte di una potenza lorda installata di circa 54 GW. Si tratta di un aumento di 2 punti percentuali rispetto al periodo pre-coronavirus. Nonostante ciò, nel 2020 la produzione netta dovrebbe scendere a 111 miliardi di kWh. Il modello NET di Althesys prevede una contrazione del 3% rispetto all’anno precedente, legata alla minore produzione eolica (meno 8 per cento) e idroelettrica (meno 5 per cento).

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