Riforma pensioni dal 2022: cosa dovete sapere

Riforma pensioni dal 2022: cosa dovete sapere. Si torna a parlare di uscita con quota 41 per tutti. Ma dove? Nella riforma delle pensioni che definirà le regole in vigore a partire dal 1° gennaio 2022. Quel giorno dovranno essere sostituite, quasi certamente, le pensioni anticipate a quota 100. In ambito di previdenza, l’attuale governo cerca di resistere alle pressioni dell’Europa. Pressioni che vengono in particolare dell’Olanda. Un’Olanda che chiede maggiori garanzie a Roma sul fronte delle riforme. Anche in maniera insistente, forse troppo. Perché non si guarda in casa. Infatti i Paesi bassi fanno dumping fiscale praticamente a tutti. E loro, per primi, dovrebbero mettere a posto qualcosa.

Sia come sia, la pressione olandese rimane. E rimane proprio oggi, alla vigilia dell’inizio del vertice sul Recovery Fund. La pressione olandese, in particolare, è proprio sulle pensioni e su quota 100. Nei giorni scorsi, prima del vertici, da più partiti politici è arrivata una conferma. La conferma che quota 100 terminerà. La misura che permette di andare in pensione a 62 anni, in presenza di 38 anni di contributi, finirà. Terminerà la sua sperimentazione triennale il 31 dicembre 2021. Lo ha spiegato bene anche il viceministro dell’Economia Antonio Misiani.

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Riforma pensioni dal 2022: cosa dovete sapere

Ma si è anche posto rimedio a una necessità. Si è badato a tranquillizzare i futuri pensionati che i colloqui tra governo e sindacati continueranno. Sono stati chiaramente interrotti per l’emergenza sanitaria. Ma riprenderanno ad essere tenuti in prossimità della riforma delle pensioni e del post quota 100. Proprio per il futuro di lavoratori che non vedranno realizzarsi quota 100. Che non avranno, cioè, la possibilità di andare in pensione a partire dai 62 anni. E questa cosa preoccupa chiaramente sia governo che parti sociali.

C’è un’alternativa? Per adesso no. Senza qualcosa di ben studiato e strutturato e flessibile c’è una sola via. Che i lavoratori prossimi alla pensione tornino alle sole regole della riforma Fornero. Che prevedeva la pensione di vecchiaia a 67 anni. E l’età da aggiornare all’aspettativa di vita. Ma anche le pensioni anticipate con circa 43 anni di versamenti.

Dopo quota 100

L’Italia aderirà o meno al MES? In ogni caso, la strada della riforma delle pensioni appare quanto mai ardua. La previsione è per anni di austerity. Anni che conseguiranno all’aumento del debito pubblico del dopo emergenza economica. In vista del confronto precedentemente accennato sulla riforma delle pensioni, tutti auspicano una soluzione. Una soluzione di flessibilità in uscita nel campo delle pensioni. E che sia una flessibilità strutturale, e non transitoria. E per il post quota 100? Quale soluzione? Una, strano a dirsi, potrebbe ricalcare la proposta originaria della Lega. Arrivare a 41 anni di contributi (quota 41). Ma non senza pensare a tagli e penalizzazioni. Tagli sulla cui sostanza era già iniziato un esame di affinità tra gli addetti ai lavori. Ma prima dell’emergenza economico-sanitaria.

E con una differenziazione di uscita. Differenziazione che possa andare a proteggere i lavoratori di specifiche categorie. Come gli usuranti. Per i quali si pensa di lasciare quota 100 anche dopo il 31 dicembre 2021.

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