Riforma Pensioni: da Quota 100 a Quota 41 ecco la nuova flessibilità che potrebbe essere accettata

Pensioni e riforme: tutto sta cambiando velocemente. Analizziamo la situazione delle pensioni e delle riforme che le influenzeranno.

Per fine anno è prevista l’abolizione di Quota 100 ed i sindacati vogliono indicare un nuovo termine ultimo per il raggiungimento della pensione. Ma tutto ciò dovrà essere valuto dal Governo.

In aggiunta abbiamo la problematica dell’impiego giovanile che scarseggia sempre di più spingendo, spesso spingendo la fuga all’estero da parte dei nostri ragazzi.

Secondo una ricerca svolta da Moneyfarm, gli italiani vorrebbero poter andare in pensione in un’età che varia tra i 55/60 anni. Sogno sicuramente irrealizzabile. In più è ormai imminente la conclusione di Quota 100. La sperimentazione che permette di raggiungere, ancora per poco, l’uscita anticipata con 62 anni di età e 38 anni di contributi.

Ma qual è il futuro che ci attende? Per quanti anni ancora dovremo versare i contributi per arrivare alla pensione?

Riforma Pensioni: da Quota 100 a Quota 41 ecco la nuova flessibilità che potrebbe essere accettata

Il timore dei sindacati si concentra sull’eventualità che si avveri lo “scalone”, che di fatto garantirebbe l’accesso alla pensione di vecchiaia solamente al compimento del 67° anno di età.

I sindacati vogliono mantenere attiva una flessibilità in linea con il corrente quadro normativo. L’obiettivo è introdurre dal 2022 un nuovo piano pensionistico che garantisca opzioni di uscita anticipata: pensione anticipata per tutti raggiungibile con 41 anni di versamenti contributivi o uscita flessibile con il compimento dei 62 anni in continuità con il quadro di Quota 100.

Inoltre, viene proposto di rivalutare tutto l’aspetto dei lavori usuranti e della situazione della donna nel mondo del lavoro. Ricadranno sotto la categoria di lavoro usurante tutte quelle attività che determinano un più veloce invecchiamento del lavoratore, sia per fattori fisici (carpenteria, catene di montaggio) che psicologici (turni notturni).

Particolare attenzione dev’essere dedicata al trattamento dei giovani lavoratori, altra tematica molto importante. Per loro si richiede un assegno di garanzia per andare a integrare i ridotti assegni pensionistici attualmente calcolati.

Lo scoglio principale rimangono le tempistiche: per evitare di ricorrere a proroghe delle attuali misure si dovranno riaprire le discussioni quantomeno prima dell’estate, di modo da poter mettere a punto una riforma d’insieme del sistema pensionistico.

Non rimane ora che vedere quale sarà il risultato delle discussioni per la riforma pensioni, con il possibile passaggio da Quota 100 a Quota 41 all’orizzonte.

Riforma Pensioni: da Quota 100 a Quota 41 ecco quindi la nuova flessibilità che potrebbe essere accettata.

Approfondimento

Se al Lettore interessa è piaciuto l’argomento si consiglia la lettura.

Consigliati per te