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Ricordiamoci di fare sempre questa operazione quando telefoniamo per il bene della nostra salute 

L’OMS, attraverso i suoi consulenti ed esperti in materia, ha avviato un’indagine conoscitiva sul cosiddetto “nuovo inquinamento invisibile”. Parliamo di quello elettromagnetico della nuova generazione, e, più precisamente degli smartphone e dei tablet. Ossia degli accessori multimedia di cui più abusiamo per lavoro o per passione, durante la giornata. In Italia si è mosso anche il Tar del Lazio, attraverso una recente richiesta di informazioni ai Ministeri della Salute e dell’Istruzione. Senza creare allarmismi, però, è giusto che gli enti preposti cerchino di conoscere eventuali rischi per la nostra salute. E, in materia di cellulari, ricordiamoci di fare sempre questa operazione quando telefoniamo per il bene della nostra salute.

Cambiare orecchio

In attesa di sapere effettivamente se ci siano o meno dei pericoli reali nei campi elettromagnetici di smartphone e tablet, ricordiamoci di non fare chiamate infinite. Soprattutto di alternare le orecchie, anche perché, come abbiamo scritto in un altro articolo a cui rimandiamo, la mancanza di campo aumenta le radiazioni. Quando siamo in automobile, poi, pochi sanno che subentra la cosiddetta “gabbia di Faraday”. È un fenomeno fisico per il quale le radiazioni degli smartphone rimangono imprigionate nella scocca in ferro dell’autovettura. E, non ne escono.

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Distanza minima di sicurezza

Ricordiamoci di fare sempre questa operazione quando telefoniamo per il bene della nostra salute, ma anche di mantenere una distanza minima di sicurezza. Pur non essendoci ancora per fortuna delle correlazioni scientifiche o dei nessi provati, rammentiamo di:

  • non tenere il telefono troppo a lungo nelle tasche di pantaloni, giacche e camicie;
  • non tenere mai il cellulare acceso sul comodino o sul letto, o comunque troppo vicino alla testa;
  • cerchiamo di utilizzare gli auricolari il più possibile;
  • quando siamo in casa, ad esempio al lavoro in smartworking, cerchiamo di tenerlo in vivavoce e almeno a 50 cm di distanza dalla testa, se utilizzato continuativamente.

Attenzione ai nostri bambini

Ricordiamoci, infine, di limitare l’uso di tablet e smartphone ai bambini più piccoli. Oltre, infatti al rischio per la vista e per l’assuefazione, le onde elettromagnetiche aggrediscono maggiormente i bambini, a causa del loro mancato sviluppo fisico ancora incompleto. Rimandiamo i nostri Lettori all’approfondimento in materia di smartphone.

Approfondimento

Attenzione quando parliamo al cellulare e c’è poco campo perché è il momento in cui subiamo l’attacco delle onde elettromagnetiche

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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