Ribasso alle porte per il titolo azionario Netflix? Il destino nelle mani di Disney

Ribasso alle porte per il titolo azionario Netflix? Da più parti molti sostengono di sì considerando che il colosso dell’intrattenimento Disney il 24 marzo sbarcherà in Europa in formato streaming con la propria piattaforma.

I primi dati dagli Stati Uniti non sono confortanti. Oltre il 35% dei nuovi clienti Disney+ hanno cancellato gli abbonamenti su Netflix e Amazon Prime Video.
Per Amazon potrebbe inizialmente non essere un problema, visto che il core business principale è altro, ma per Netflix potrebbe diventare un problema non di poco conto.

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Ribasso alle porte per il titolo azionario? Gli analisti, per ora, ci scommettono poco

Essendo uno dei cosiddetti titolo FAANG, il titolo azionario Netflix (NASDAQ:NFLX)  è costantemente monitorato da ben 43 analisti delle più importanti banche d’affari, dove il 58% consiglia l’acquisto delle azioni del colosso dello streaming. Questa fetta di analisti sostiene un apprezzamento per i prossimi mesi tra il 7,7% e il 30,3%.

Ma da novembre 2019 (mese di uscita di Disney + negli Stati Uniti) un numero sempre più numeroso inizia a sostenere un ribasso non di poco conto per i prossimi mesi, stimato di oltre il 50% dal prezzo attuale.

Iniziano i primi scricchiolii sulla valutazione

Seguendo solo i fondamentali, complessivamente Netflix ha una discreta valutazione aziendale.

Il prezzo corrente a 370,59$ risulta, secondo il fair value, sottovalutato del 16,6% rispetto al prezzo obiettivo a 432,07$. D’altro canto, il multiplo Prezzo/Utili tiene a freno gli investitori poiché il titolo risulta che abbia un valore al di sopra della media del settore (86x vs 25x).

La previsione di crescita di Netflix per i prossimi anni è un fiore all’occhiello rispetto l’intera industria dell’intrattenimento. Infatti, sia il fatturato (14,6% vs 10%) che l’utile netto (25,8% vs 11%) avranno percentuali molto superiori al settore.

Da monitorare solo sotto l’aspetto finanziario. Difatti si evidenzia che la società ha una struttura finanziaria non particolarmente equilibrata.
I debiti finanziari non sono coperti dagli asset di breve termine societari ed inoltre presenta un rapporto debt to equity del 194,7%, un livello considerato troppo elevato.

In conclusione, la guerra dello streaming è appena iniziata e solamente da fine marzo sarà possibile definire un quadro completo della vicenda.

Per adesso la miglior strategia è la pazienza.

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