Report del 30 Dicembre 2006 e Report del 05 Marzo 2007

Ecco cosa dicevamo il 30 Dicembre 2006 su cosa poteva accadere nel 2007 e poi cosa dicevamo il 04 Marzo 2007 in piena crisi…
Ecco cosa ci permettono le nostre mappe…
Vuoi sapere cosa potrebbe succedere nel 2008? Nel 2009 ? Nel 2010 ? Fino al 2030 ?
Se vuoi saperlo Basta Leggere il Libro :
La Borsa dal 1897 al 2030_Statistiche dal 1897 al 2007 e Previsioni dal 2007 al 2030…
Molti oggi dicono Bear Market, ma si dimenticano che sui masimi dicevano..andremo a 60.000, o altre cose…Noi dal 30 Dicembre 2006 abbiamo tracciato la nostra rotta…e guardate cosa dicevamo!!!
Monetary Model
Warren Buffet,dice che per lui il Mercato non esiste,esiste solo per vedere se qualcuno sta buttando roba
buona a prezzi stracciati.
Investire,secondo Noi è rischioso,in quanto si deve fare i conti con la variabilità intrinseca del prezzo
attorno ad un valore atteso.
Siamo avezzi pertanto,a fare dei conti per calcolarci il fattore incertezza :
a) scenario attuale
b) indichiamo quali sono gli scenari possibili
c) assegniamo ad ognuno di essi una probabilità storica
d) calcoliamo secondo criteri storici e statistici quale ritorno ci possiamo attendere dal nostro
investimento qualora si verificassero i diversi scenari ipotizzati
e) calcolo del ritorno atteso del nostro investimento
Scenario Attuale
Dai minimi di giugno 2006,si è assistito ad nuovo clima di euforia,fenomeno che si fonda sulla
scommessa che il rallentamento dell’economia statunitense sarà molto meno pronunciato di quanto non
si prevedesse ancora pochi mesi orsono, che le aspettative inflazionistiche sono state debellate e che
quindi i tassi a lungo termine non dovrebbero salire e, infine, che gli utili continueranno a crescere a
ritmo sostenuto legittimando i rialzi dei corsi delle azioni. In effetti la stragrande maggioranza dei risultati
trimestrali delle società, che sono stati resi pubblici nelle scorse settimane, è superiore alle aspettative e
in base ai tradizionali criteri di valutazione delle borse (rapporto prezzi/utili, ecc.) giustifica gli attuali
livelli dei corsi azionari. Nel complesso il quadro dei mercati sembra positivo e le uniche zone d’ombra
riguardano il rallentamento che sta interessando l’economia americana ( che rappresenta circa il 50% del
Pil del Pianeta ), e ci si chiede se lo stesso potrà avvenire in maniera soft, per poi generare una nuova
accellerazione del ciclo verso la metà del prossimo anno.
Quest’ultima ipotesi coincide con quanto viene scontato ora dai Mercati che credono in una decellerazione
ora, cui dovrebbe seguire una ripresa e, questo scenario è ovviamente positivo, pur considerando che le
quotazioni attuali dei listini lo hanno già scontato.
Tutto questo ottimismo, che comincia ad assomigliare a quello degli anni Novanta, si fonda in realtà su
equilibri economici molto fragili,basta leggere i dati anticipatori dell’economia Usa,per tornare alla
realtà. Innanzitutto, la crescita economica non è sana e non è quindi destinata ad essere duratura. Una
crescita sana si basa su un aumento della produttività, che viene distribuito in parte in salari,
permettendo un aumento dei consumi delle famiglie, e in parte in utili, favorendo un aumento degli
investimenti e della redditività delle imprese. L’attuale fase di ripresa non presenta queste caratteristiche.
Anzi, sia negli Stati Uniti sia in Europa,la parte del leone va agli utili, mentre i salari restano al palo. La
conseguenza è che l’aumento dei consumi, soprattutto, ma non solo, negli Stati Uniti, è finanziato
attraverso un aumento dell’indebitamento delle famiglie, favorito dal basso costo del denaro e dalla
sensazione di benessere generata dall’aumento dei prezzi immobiliari. Questo è il motivo della paura, ora
apparentemente rientrata, che un calo dei prezzi dell’immobiliare negli Stati Uniti potesse provocare una
contrazione dei consumi delle famiglie. D’altro canto, la maggiore redditività delle imprese non si sta
traducendo in un aumento proporzionale dei loro investimenti.
Il crescente squilibrio nella distribuzione dei redditi si accompagna alla diffusa convinzione che la Federal
Reserve detenga le chiavi (una specie di «put») per evitare una recessione,quando la storia insegna che
nei prossimi mesi al 90% ci sarà recessione economica. Infatti le banche centrali dei paesi industrializzati
sembrano trovarsi oggi nell’invidiabile situazione di non dover temere eccessivamente l’inflazione grazie
all’effetto calmieratore sui prezzi delle crescenti importazioni dall’Asia e quindi possano continuare a
«drogare» l’economia con ulteriori iniezioni di liquidità nel sistema. E ciò vale in primis per la Federal
Reserve, che è anche sollevata dalla preoccupazione del crescente squilibrio estero americano dato che i
paesi asiatici e quelli produttori di petrolio continuano a finanziare il crescente debito estero statunitense.
In pratica, siamo in una realtà in cui gli squilibri (eccesso di liquidità in circolazione, crescente distorsione
della distribuzione dei redditi, crescente debito estero americano) diventano virtù. Insomma staemergendo un nuovo paradigma economico, di cui il boom dei prezzi immobiliari e il rialzo delle borse
rappresentano solo le manifestazioni secondarie. Ma, come abbiamo già esperimentato con la «nuova
economia» degli anni Novanta, questi processi possono durare a lungo, ma non all’infinito. E inoltre più si
prolungano, più la loro fine è dolorosa…La Storia insegna,che in momenti come questi bisogna essere
molto cauti,ci sono molte probabilità a sfavore che questo falso idillio ( il rialzo dei mercati )
continui…senza poi porre l’accento sui rischi geo politici.
Inoltre c’è un’ evidenza storica ed economica che moltissimi sembrano trascurare :
se il Pil sale ( espansione economica ),i prezzi delle azioni salgono, diversamente ( rallentamento o
recessione ) scendono tutti e due.
E’ evidente che dai dati economici coincidenti delle più importanti economie planetarie,pubblicati di
recente si ravvisa un rallentamento,mentre i dati anticipatori sembrano evidenziare un rallentamento nei
prossimi mesi,più hard del previsto.
Le statistiche dicono che in seguito all’attuale congiuntura economica nei prossimi mesi,negli Usa sarà
plausibile una recessione economica,che poi contagerà tutte le economie dei paesi occidentali e
l’economia Giapponese.
Nell’ottica di un investimento di lunga durata è da notare e valutare che i Mercati finora,hanno già
inglobato tutto quello che si poteva scontare di positivo finora,e sarebbe ideale alleggerire,anzi uscire
totalmente dalle posizioni,almeno in ottica prudenziale.
Indichiamo quali sono gli scenari possibili
Cercheremo di essere il più semplice possibile,non siamo ad una lezione universitaria,ma vogliamo
inquadrare una situazione e possibili scenari.
Ipotizziamo gli scenari possibili ed assegniamo ad essi una percentuale di probabilità :
Sul campo si scontrano tre scuole di pensiero :
a) La massa degli ottimisti ( 80% ) credono in una decelerazione ora, cui dovrebbe seguire una ripresa.
b) La massa dei pessimisti ( 10% ) ritiene che l’attuale ottimismo si fonda su equilibri economici molto
fragili,e che la crescita economica non è sana e quindi non è destinata ad essere duratura.
c) La massa dei neutrali ( 10% ) credono in un anno economico “ così e così “…alti e bassi e lateralità.
Individuiamo questi scenari con A) B) C)
Scenario A= Tutto Ok nel Mondo 80%
Scenario B= Tutto male nel Mondo 10%
Scenario C= Tutto così così nel Mondo 10%
Statisticamente quando nel Mondo è andato tutto Ok i Mercati Azionari sono saliti in media del 15%
Statisticamente quando nel Mondo è andato tutto male i Mercati Azionari sono scesi in media del 15%
Statisticamente quando nel Mondo è andato tutto così così i Mercati Azionari sono rimasti in
laterale/invariati
In base a questi scenari,vogliamo calcolarci il ritorno atteso sull’investimento azionario?
(15%x0,80)+(-15%x0,10)+(0%x0,10)=+10,5%
Se la massa degli addetti ai lavori ha ragione,nel 2007 dovremmo attenderci dall’investimento
azionario,un ritorno del + 10,5%.
Ma la massa ha sempre avuto ragione?
Nelle settimane precedenti abbiamo letto diverse statistiche che ci portavano alla stessa
conclusione : quando tutti hanno pensato la stessa cosa,i Mercati hanno fatto sempre il
contrario…e sinceramente questo non dovrebbe farci dormire sonni tranquilli…
Ribadiamo di essere nel campo della statistica…e della storia… e anche se è vero che il passato è
passato,questo va tenuto in forte considerazione,perché ci dice le strade da prendere e quelle da
evitare.Dimenticarsi del passato sarebbe colpevole.Martin Zweig fa un esempio molto carino : un Mercato
Azionario è come un razzo da mandare sulla luna.Perchè il razzo non cada sulla Terra e possa continuare
il suo viaggio,necessita di una velocità sufficientemente alta per sfuggire alla forza gravitazionale
terrestre.Inoltre aggiunge,che i Mercati Azionari sono posti nei quali non bisogna trovarcisi quando le
condizioni monetarie sono ostili,ma le azioni sono superattraenti quando i tassi calano.Quindi ricordate :
non combattere la Fed! Per aversi la continuazione di un Mercato toro debbono esserci le seguenti
condizioni :

Si ha bisogno di bassi tassi di interesse
C’è bisogno di molta liquidità
C’è bisogno di pessimismo
Ora continuiamo con gli scenari
Scenario A= Tutto Ok nel Mondo 10%
Scenario B= Tutto male nel Mondo 80%
Scenario C= Tutto così così nel Mondo 10%
(15%x0,10)+(-15%x0,80)+(0%x0,10)=- 10,5%
Scenario A= Tutto Ok nel Mondo 10%
Scenario B= Tutto male nel Mondo 10%
Scenario C= Tutto così così nel Mondo 80%
(15%x0,10)+(-15%x0,10)+(0%x0,80)=0%
Scenario A= Tutto Ok nel Mondo 33,3%
Scenario B= Tutto male nel Mondo 33,3%
Scenario C= Tutto così così nel Mondo 33,3%
(15%x0,33)+(-15%x0,33)+(0%x0,33)=0%
Quindi,in base agli scenari proiettati,ben sapendo che ora qualche purista sta storcendo il naso,ma Noi
vogliamo farci capire ed essere il più semplici possibili e il meno tediosi possibili,possiamo dire che i
Mercati Azionari nel 2007
al 67% potranno oscillare fra 0/-10,5%
al 33% potranno oscillare fra 0/+10,5%
Ora apriamo una piccola parentesi :
Ho comprato 1000 azioni Enel a 7 euro e le ho rivendute dopo 6 mesi a 7,60.Quanto ho guadagnato?600
euro+ dividendi di 200 euro?No,non è così! Sugli 800 euro devo pagare il 12,5% di imposta ( pari a 100
euro ) quindi rendimento semestrale del 10% ed annuale del 20%..E’ proprio così?
No,manca il costo del denaro. I 7.000,00 che ho impiegato in Azioni Enel,avrei potuto metterli in Titoli di
Stato e percepire delle cedole al 4% ca che,invece non ho percepito: quel mancato guadagno ( a rischio
zero ),è ovviamente un costo che devo considerare.Ma c’è di più : se avessi messo i miei denari nei Titoli
di Stato,non avrei rischiato nulla,li ho invece,messi in Azioni correndo il rischio di realizzare una perdita.
E’ corretto,quindi,dire che il costo dei miei soldi, è pari agli interessi cui ho rinunciato?
No,dobbiamo considerare e aggiungere a questo costo anche il rischio.Prima rispondete a questa
domanda :
Comprereste azioni se rendessero quando i Titoli di Stato e presentassero anche il rischio di perdere?
Io credo di no…Diciamo che il rendimento minimo che mi attendo dall’investimento azionario deve essere
( 4% ca Titoli di Stato )+ 5 punti…senza considerare i costi di transazione e bancari,ecc.ecc….
Noi riteniamo,e siamo fra quel 10% che pensa che il Mercato Azionario,oggi ha scontato tutte le
proiezioni più rosee,non mettendo in cantiere che :
Il rallentamento economico degli Usa,può essere più forte del previsto ( lo dimostrano i dati sul Pil e i dati
anticipatori ),rallentamento che di sicuro si estenderà a tutti i Paesi Occidentali e al Giappone;
Sono stati trascurati i rischi geo politici;
Il Mercato sale ininterrottamente da 4 anni;
I Mercati ogni 4 anni hanno segnato dei Minimi importanti;
Il settimo anno del decennio è stato sempre un anno di forti ritracciamenti;
I tassi Usa sono sopra il 4% con ripercussioni sugli utili aziendali e quindi sull’occupazione e sui
consumi,mentre in Europa i tassi saranno destinati ancora a salire;
Sono presenti diversi squilibri economici;
Il rapporto P/E dei Mercati è intorno alla media storica di sopravvalutazione;
Il Dow Jones Transportation anticipa una possibile recessione.
Noi pensiamo che nel 2007 tutti questi nodi verrano al pettine,e i Mercati Azionari saranno destinati a
scendere…o a rimanere in laterale.Aspetteremo un buon punto per entrare su un ritracciamento di
almeno il 15/20%..e statisticamente questi punti si sono verificati sempre nel mese diOttobre…Inoltre,preventiviamo di sbagliarci,ma dopo 4 anni di violenti rialzi,non ravvisando grandi
probabilità a nostro favore ( fra il 10 ed il 33% ),preferiamo :
restare a terra e desiderare di essere nell’aria a volare piuttosto che essere in volo e desiderare con tutto
il cuore di essere a terra..ben precisando che per i traders intraday è un altro discorso.
Il 2007? Le probabilità sono a favore di un ribasso
Studiare la Storia e la sua Ciclicità per investire con le probabilità a favore
In questo periodo tutti si dilettano a fare previsioni sull’andamento borsistico del prossimo
anno.Noi vi diciamo cosa è accaduto negli ultimi 100 anni,e pertanto,forti di questa
statistica,cosa potrebbe accadere nel 2007 .
Dopo aver studiato la statistica,tracceremo le linee guida per rimanere in carreggiata e soprattutto
cercheremo di capire quale può essere il momento migliore per agire.
E’ evidente,che comprare e vendere al momento giusto fa la differenza.
Sicuramente alcuni anni sono migliori degli altri per quanto riguarda le opportunità di acquisto.Cerchiamo
di giocare con i dadi truccati.
Negli ultimi 100 anni,negli anni che finivano per sette è accaduto questo:
1907 si registra un minimo verso la fine dell’anno,prima che iniziasse una fase rialzista di due anni.
1917,quasi una replica del 1907
1927,fase laterale e poi rally di due anni.
1937 discesa vertiginosa fino al primo trimestre del 1938 da cui è iniziato un mercato toro di due anni.
1947 discesa fino al primo trimestre del 1948,a cui non è seguito nessun mercato toro.
1957,positività nel primo trimestre,successivamente i prezzi sono crollati fino ad Ottobre,per iniziare poi
un movimento verso l’alto.
1967,positività nel primo trimestre,poi crollo fino al primo trimestre del 1968.
1977,1987,1997 sono stati anni in cui si è registrato minimi importanti,e grandi occasioni di acquisto.
Esiste una spiegazione per questi fenomeni?Potremmo trovare delle buone spiegazioni,ma queste non
sarebbero più convincenti dei fatti realmente accaduti.I fatti sono evidenti e dipende soltanto da Noi se
vogliamo sfruttarli per cercare di far rendere meglio i nostri investimenti.
Noi siamo convinti,che come la Storia insegna,abbiamo elevatissime probabilità,che l’anno 2007 sarà un
anno di fortissimi rintracciamenti e che nell’autunno del 2007 ci sarà un Bottom importante,da dove
inizierà un rally di almeno due anni.
Una statistica importante :
Chi ha acquistato un titolo all’inizio del sesto anno di ogni decade ha dovuto aspettare la fine dell’ottavo
anno per vedere qualche guadagno.
Quindi,quando dobbiamo aspettarci una ottima occasione di acquisto di lungo termine?
Nell’ autunno del 2007.Prima è possibile? Forse,ma le probabilità sono a nostro sfavore,o almeno così
dice la Storia..e se la Storia si è ripetuta negli ultimi 100 anni,perché non potrebbe farlo anche nel 2007?
Questo significa investire con le probabilità a favore e fare dell’investimento azionario un’ attività
redditizia.

Report del 30 Dicembre 2006 e Report del 05 Marzo 2007 ultima modifica: 2007-11-28T15:08:00+00:00 da redazione

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