Reddito minimo esente dalle tasse, la proposta dell’Agenzia delle Entrate sulla riforma fiscale

Nella giornata inaugurale sulla riforma fiscale, in sede di commissione Finanze di Camera e Senato, il direttore dell’Agenzia delle Entrate formula un’ipotesi. Si tratta della ricostruzione della base imponibile IRPEF. Fa presente che la base imponibile è colpita da imposte sostitutive che comportano una sottrazione di entrate pari a 80 miliardi all’anno. Quindi, potrebbe essere una valida alternativa introdurre un reddito minimo esente da tasse. Un reddito da considerare in base al nucleo familiare e da modulare con lo stesso meccanismo dell’assegno unico. Analizziamo il reddito minimo esente dalle tasse, la proposta dell’Agenzia delle Entrate sulla riforma fiscale.

Riforma fiscale: le proposte dell’Agenzia delle Entrate

Il direttore dell’AdE, Ernesto Maria Ruffini, formula alcune proposte sull’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF). Le proposte si basano su una rimodulazione della base imponibile e una riduzione delle aliquote. Inoltre, prevede, anche una revisione del sistema di detrazioni e deduzioni fiscale.

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La riforma sull’IRPEF è molto ampia; sul tavolo un’ipotesi di introdurre per tutti una flat tax di un reddito minimo esente. Ecco nel dettaglio gli obiettivi da raggiungere per la riformulazione della riforma fiscale:

a) quadro normativo: necessita di una semplificazione ampia;

b) taglio delle aliquote: una riduzione delle aliquote medie per i redditi medio-bassi;

c) calcolo dell’aliquota effettiva: maggiore trasparenza;

d) base imponibile: una ristrutturazione con un possibile allargamento;

e) riforma fiscale che non gravi sullo Stato o con un impatto basso;

f) incentivo investimenti in aiuto alle PMI.

Reddito minimo esente dalle tasse, la proposta dell’Agenzia delle Entrate sulla riforma fiscale

Si tratta di una proposta del reddito minimo esente che sostituisca detrazioni e assegni per lavoro e figli ma che rimanga variabile in base alla composizione del nucleo familiare. Inoltre, prevede una flat tax per tutti i redditi, una revisione delle aliquote IRPEF in base agli scaglioni, effettuate con un calcolo concreto. Il direttore ipotizza, anche una possibile introduzione di un tetto di detraibilità sostituendo il tutto con l’assegno unico. Questo porterebbe all’abolizione di cedolare secca, premi di produttività e regime forfettario.

Sulla base imponibile IRPEF, la proposta prevede un allargamento inserendo anche i redditi mobiliari, immobiliari e da investimento. Per le imprese, invece, la tassazione per cassa con superamento della ritenuta d’acconto per i professionisti, acconto e saldo imposte e la precompilata anche per le partite IVA.

I punti critici

Per quanto riguarda i punti critici sul reddito minimo esente dalle tasse, la proposta dell’Agenzia delle Entrate sulla riforma fiscale vede alcuni scogli da superare: efficienza, trasparenza ed equità. Ecco, in sintesi, i tre punti:

a) l’efficienza in ambito lavorativo: l’attuale sistema disincentiva l’offerta del lavoro a causa di aliquote elevate sui redditi bassi e detrazioni che rendono i redditi sempre più bassi;

b) la trasparenza: per permettere al contribuente di calcolare le imposte in modo semplice. L’attuale sistema è complicato e produce effetti negativi;

c) l’equità: attualmente esiste una elevata imposizione sui redditi fino a 40mila euro, che si riduce con i redditi più alti. Inoltre, una parte consistente di redditi non confluisce sulla base imponibile.

Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo e alle responsabilità dell'autore, consultabili QUI»)

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