Recovery Plan va riscritto con i giovani al centro

Il Recovery Plan va riscritto con i giovani al centro. Fra i sei pilastri del piano finanziato non risultano i giovani. È fondamentale una rimodulazione di tale piano vista l’approvazione del regolamento da parte del Parlamento europeo, lo scorso 9 febbraio.

Inizialmente, la prima bozza stanziava solo 4,53 miliardi di euro per i prossimi sei anni, pari soltanto al 2% del totale delle risorse stanziate. Lo sostiene lo studio condotto dalla Fondazione Bruno Visentini e questa notizia non rincuora se si fa riferimento ai dati ISTAT relativi alla disoccupazione giovanile. Ci si attesta attorno al 30,3% confermando come sono i giovani, insieme alle donne, a pagare il prezzo più alto della crisi economica e sociale. Tutto questo va ad incidere negativamente anche sull’indice del Divario Generazionale.

Oggi però si può fare qualcosa perché la dotazione economica interamente dedicata alle nuove generazioni passa da 4,5 miliardi a 20 miliardi. Questo è il risultato della discussione avvenuta in Parlamento il 9 febbraio.

Cosa devono aspettarsi i giovani?

Insieme alla transizione verde alla trasformazione digitale e alla crescita sostenibile e inclusiva, le politiche per le nuove generazioni, hanno un proprio pilastro nel programma europeo. Adesso, quindi, il Recovery Plan va riscritto con i giovani al centro poiché è da lì che parte il miglioramento per le future generazioni.

Nelle nuove Linee guida, c’è infatti descritto come ogni Stato membro dovrà spiegare in che modo il Piano promuoverà le politiche per le future generazioni. In particolare per le materie quali istruzione e cura della prima infanzia, istruzione e competenze, comprese quelle digitali.

Inoltre, il piano dovrà prevedere anche a spiegare in che modo si miglioreranno le competenze già acquisite, riqualificandole. Il Governo italiano, dovrà quindi rivedere l’architettura complessiva del suo PNRR rispetto alla prima stesura.

Bisognerà, infatti, allargare il capitolo dedicato a “istruzione ed educazione” per tenere conto della priorità attribuita dalle istituzioni europee alle politiche giovanili. I giovani possono finalmente considerarsi in prima linea.

Consigliati per te