Recovery Found accettato dalla UE

Nella battaglia senza cavallo, combattuta a suon di videoconferenze e di botta e risposta, sembra che Conte abbia riportato una vittoria. Non si sa ancora quale sia l’entita’ di questa vittoria, ossia se la si debba qualificare piccola o grande, perche’ essa non ha ancora svelato appieno il suo volto. Fatto sta che all’esito del confronto tra Capi di Stato e Governo della UE di oggi, e’ stato accettato il Recovery Found. Quindi, e’ passata l’idea che per sostenere la crisi economica e sociale dei paesi europei debba soccorrere un fondo comune con titoli di debito. Detto fondo dovrebbe garantire una copertura di 1000-1500 miliardi di euro. Inoltre, si e’ compreso che lo strumento deve essere attuato subito, senza ulteriori differimenti, in quanto e’ stata accolta la sua connotazione di urgenza sollecitata dai proponenti.

L’urgenza e’ stata caldeggiata da 8 capi di stato e governo e bisogna riconoscere che per Conte non sia stata impresa facile. In un mare di pescecani, con denti grandi e aguzzi, anche questa prima vittoria puo’ dirsi significativa. Eppure, c’e’ ancora da lavorare… Infatti, se pure e’ stata accolta l’idea di uno strumento innovativo per dare una risposta ad hoc ad una crisi del tutto singolare, tuttavia manca ancora l’intesa sui meccanismi di funzionamento. Detto aspetto, con aria beffarda, e’ stato precisato dalla Cancelliera tedesca, Merkel. Anche Macron, mantenendosi sempre nella linea del “falso amico”, ha chiarito che bisogna intendersi sulle condizioni di operativita’ del fondo. Accanto ad esso, poi, ricomparirebbe come una mummia che non ci abbandona mai, il MES. Questo sarebbe senza altre condizioni che non siano quelle di utilizzare il 2% del PIL per spese sanitarie.

Ma perche’ Olanda e Germania avrebbero accettato il Recovery Found?

In realta’, nonostante la livrea esteriore, data dalla caratterizzazione del fondo come strumento comune tra stati, esso non si identifica con i Coronabond. Cio’ significa che nonostante abbia in comune con gli Eurobond il fatto di comportare l’emissione di titoli poggianti su un fondo comune, vi sarebbe una differenza di non poco momento. Ed e’ in detta differenza che risiede la ragione per la quale Olanda e Germania hanno accettato il Recovery Found a dispetto dei Coronabond.

Infatti, il primo contempla un finanziamento comune per le gravi conseguenze derivate dal coronavirus ma non una condivisione del debito pregresso. Cio’ significa che se uno stato dovesse andare in default, la sua perdita non verrebbe ripartita tra gli altri stati, indebitati e non. Inoltre, secondo la versione spagnola, i titoli di debito dovrebbero essere perpetui, ossia senza scadenza, non comportando il rimborso del capitale ma solo degli interessi. Tuttavia, Conte, con un guizzo di orgoglio risponde: “L’Italia continuera’ a pagare il proprio debito come ha sempre fatto. Ognuno dovra’ sostenere il proprio”. E, cosi’, ribadisce che nessuno vuole l’elemosina dagli altri ma solo strumenti giusti per affrontare la crisi.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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