Recessione in arrivo in area UE?

Verso una recessione diffusa in area UE: Italia come capro espiatorio.
La BCE e l’UE debbono allargare la visuale…

Ogni giorno escono dati sconfortanti sui vari paesi dell’area UE che, salvo qualche parziale segno verde, indicano inequivocabilmente che l’Europa è entrata ufficialmente in un rallentamento economico significativo, di più se non si interviene rapidamente una significativa recessione è ormai alle porte.

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Indice PMI manifatturiero francesi (Nov) 50,7 51,3 51,2
Indice PMI Markit composito francese (Nov) 54,0 53,9 54,1
Indice dei direttori agli acquisti del settore terziario francese (Nov) 55,0 54,9 55,3
Indice PMI composito tedesco (Nov) 52,2 53,2 53,4
Indice dei direttori degli acquisti del settore manifatturiero (Nov)  tedesco 51,6 52,3 52,2
Indice dei direttori degli acquisti del settore servizi tedeschi (Nov) 53,3 54,6 54,7
Indice PMI manifatturiero (Nov) 51,5 52,0 52,0
Indice composito dei servizi (Nov) 52,4 53,0 53,1
Indice dei direttori agli acquisti del settore servizi (Nov) 53,1 53,6 53,7

 

Come possiamo vedere da Berlino a Parigi e comprendendo il dato cumulativo UE abbondano preoccupanti segni rossi ampiamente sotto le attese. Ed anche gli unici due dati superiori al consensus di Parigi sono comunque in calo rispetto alla rilevazione precedente.

Senza contare che i numerosi dati tra 50 e 51 e rotti sono davvero vicini alla famosa soglia dei 50 punti che indicherebbe recessione.

Nelle analisi macroeconomiche quotidiane non si vuole essere né complottisti né di parte . E’ innegabile però che il “combinato disposto” di questi dati odierni con l’aggressione che la BCE e Draghi fanno quotidianamente verso l’Italia, come se il resto d’Europa sprizzasse salute , fa nascere forti dubbi sull’equilibrio di queste prese di posizione e sull’onestà intellettuale che li muove.

Anche perché la stessa BCE nelle sue carte ha menzionato l’Italia come possibile fattore di disturbo. Ma per quanto una manovra economica possa non piacere numeri come quelli odierni tanto più se così diffusi anche in paesi cosiddetti virtuosi non affondano certo le radici nelle pastoie litigiose scatenatesi tra Roma e Bruxelles nelle ultime settimane.

Sotto c’è ben altro!

Approfondimento

Germania e Pil

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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