Recessione economica mondiale –2% al mese secondo l’Ocse

I numeri si sa non mentono, anzi nella loro cruda realtà impongono sempre delle riflessioni. Recessione economica mondiale –2% al mese secondo l’Ocse, e non è una bella cosa. È da giorni infatti che i centri di ricerca economici nazionali e non stanno lavorando sulle stime dai “danni da Pil” che il coronavirus alla fine si lascerà alle sue spalle. Di sicuro non saranno mai minimamente paragonabili a quelli in termine di vite umane. E di dolore immane per i loro familiari. Mai. Tutti i Pil, tutti i risparmi e le Borse del mondo non potranno mai minimamente pensare di candidarsi a “confronti” o simili. Tuttavia vengono subito dopo. Perché stiamo parlando di migliaia di piccole aziende a conduzione familiare, alcune di lunga generazione, che annullano fatturati e prosciugano le casse. Ma che soprattutto si chiedono: avremo la forza (e la sostanza economica) di riaprire o no? Riguarda poi anche tanti lavoratori che si ritroveranno a spasso, senza busta paga, stretti tra le rate del mutuo e/o i figli da crescere. E toccano infine i risparmi di una vita di milioni di italiani: pensionati, operai, nessuno escluso. È un dramma.

La contabilità dell’OCSE

I primi “danni da Pil” iniziano ad essere stimati anche a livelli mondiali, e qui si tratta di cifre impressionanti. Recessione economica mondiale –2% al mese secondo l’Ocse. Il diffondersi dell’epidemia al mondo intero nel giro di tre mesi ha imposto limiti alla circolazione delle merci e delle persone. Le altre due libertà, dei servi e dei capitali, sono rimaste o parzialmente in piedi (i servizi) o immutate (i capitali). Sui servizi sono liberi, nessuno più domanda più di tanto: è tutto fermo. I secondi sono liberi come prima, ma hanno massacrato le Borse di mezzo mondo. L’insieme di questo nuovo ordine di cose sarà uno shock di dimensioni inimmaginabili per l’economia internazionali. Le parole dell’Ocse non lasciano spazi all’interpretazione: «una perdita del Pil globale di due punti percentuali per ogni mese di misure di contenimento». La crisi, continua l’Ocse, si abbatterà in particolare sul turismo (su cui l’Italia è particolarmente sensibile) che rischia un 70% di crollo di fatturato.

Spendere ora per evitare guai più seri poi

Dati allarmanti quindi: recessione economica mondiale –2% al mese secondo l’OCSE. La quale suggerisce infine un intervento marcato e deciso delle Autorità adesso per evitare guai più seri poi. L’istituto parigino afferma: «I costi elevati per una risposta da parte delle autorità sanitarie pubbliche sono necessari per evitare conseguenze molto più tragiche e un impatto ancora peggiore sulle nostre economie domani». La crisi dei debiti sovrani del 2011-2014 e di come fu gestita la situazione in Grecia dovrebbero portare tutti a riflettere sul da farsi.

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