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Questo segmento del mercato agricolo è destinato ad esplodere nei volumi e nei fatturati 

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La ricerca degli alimenti di qualità va sempre più prendendo piede nelle abitudini di consumo alimentari degli italiani. Ma sicuramente la pandemia da Covid ha dato il là ad un pezzo dell’economia agricola: il mondo bio.

Al punto che, secondo le ultime stime disponibili, questo segmento del mercato agricolo è destinato ad esplodere nei volumi e nei fatturati nei prossimi anni. Affrontiamo con ordine la questione.

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Cosa e verso dove farà esplodere la domanda del mercato bio

A inizio novembre si è svolta la seconda edizione di “Rivoluzione Bio”, nell’ambito della manifestazione “Sana Restart”. Una disamina, uno spaccato sull’universo bio, sia attuale che prospettico.

I numeri, manco a dirlo, sono alquanto incoraggianti, sia in merito allo stato attuale che con riferimento al futuro prossimo. Al riguardo, essi traggono ulteriore linfa e spinta da un neo programma comunitario. Si tratta del c.d. “Green New Deal”, il programma targato UE che punta a rendere il Vecchio Continente il primo a impatto climatico zero entro il 2050.

Si tratta di un obiettivo che non può non avere impatti devastanti anche nel modo di produrre nell’economia agricola. Gli aspetti da considerare sono il km zero; l’assenza di additivi chimici; il recupero delle colture tipiche e/o autoctone; la messa a coltura dei terreni difficili o impervi; etc.

Le due parole d’ordine saranno: cibo sano e zero inquinanti. Lungo queste due direttive, questi due forti drivers, la domanda dei beni agricoli trarrà una forte linfa negli anni a venire.

I numeri del mondo bio

Entro il 2030, si prevede che saranno destinati alle colture bio il 25% dei terreni agricoli UE. Attualmente questa quota è nell’ordine di poco più del 2%, quindi la riconversione è destinata a crescere di più di dodici volte in dieci anni. Solo nel 2011 la quota di terreni bio era solo dell’1,10%, mentre nel 2019 essa era pari all’1,99%,  con un aumento di circa l’81%.

A fronte dell’offerta, anche la domanda, ossia i consumatori, sembra muoversi nella stessa direzione. Ad oggi,  le vendite di biologico sul mercato italiano ammontano a 4,358 miliardi di euro. Di essi, 3,871 miliardi di euro sono generati dai consumi domestici, (+7% sul 2019), il resto, invece, fuori casa (–27% sul 2019 per colpa delle limitazioni da Covid). La voce relativa all’export, invece, ammonta nel 2020 a 2,619 miliardi di euro, +8% sull’anno prima e +149% dal 2010 al 2020.

Altro dato rilevante è il peso percentuale del bio sul totale della spesa alimentare. Questa incidenza è passata dal 2,2% del 2014 al 3,6% del 2020.

I canali di vendita

Malgrado la forte spinta verso l’e-commerce, è tuttavia la GDO il canale distributivo privilegiato per l’acquisto dei prodotti bio. Da solo, infatti, assorbe ben 53% degli acquisti in materia.

Al secondo posto abbiamo il c.d. “altro canale”, ossia l‘universo dei mercatini, dei negozi di vicinato, dei GAS, etc., che assorbono il 22% della domanda. A seguire troviamo i negozi specializzati nel bio, strutturati in catene di negozi, o in singole attività, che vendono un altro 8% del totale.

Il canale degli acquisti in rete invece si ferma solo al 7% del totale.

Per quel che concerne i prodotti bio più venduti, troviamo le uova al primo posto (109 milioni di euro). Seguono la frutta in composta e spalmabili, la frutta fresca e la verdura fresca, pari rispettivamente a 76,3; 71,4; 56,1 milioni di euro di fatturato.

Scendendo di fatturato, troviamo la pasta (49,7 milioni di euro), lo yogurt (46,7 ), le bevande vegetali (41,8 milioni di euro), il latte fresco (39,6).

Il trend prossimo a venire

Infine, nel corso del convegno, sono stati illustrati i dati di un’indagine condotta presso gli stessi imprenditori del bio. A loro, infatti, è stato chiesto quali cambiamenti prevedessero per il loro mercato nella seconda metà del 2021.

La figura sottostante ne illustra la sintesi, in cui la ripresa delle vendite all’estero è in cima alla lista dei cambiamenti attesi secondo l’85% degli intervistati.

MERCATO BIO

Al riguardo, i mercati più promettenti in ottica export risultano essere nell’ordine: Germania (58%), Scandinavia (47%), USA (29%), Francia (23%), Benelux (19%).

Insomma, non c’è che dire: questo segmento del mercato agricolo è destinato ad esplodere nei volumi e nei fatturati nei prossimi anni. Infine, in quest’articolo affrontiamo il tema della possibile produzione di riso al Sud Italia.

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