Questo borgo incastonato nell’Appennino abruzzese è perfetto per una gita quando abbiamo voglia di autunno

È nella lista dei Borghi più belli d’Italia e con tutte le ragioni del Mondo. Sì, perché questo luogo magico, tra il Monte Morrone e le pendici della Majella ci riporta indietro nel tempo di almeno un secolo.

La bellezza del centro storico quando scende il crepuscolo tra le case antiche e le luci soffuse ci farà credere di essere i personaggi di un presepe vivente.

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Stiamo parlando di Pacentro, un comune di soli 1.118 abitanti in provincia dell’Aquila. A 700 metri sul livello del mare, con il Castello di Caldora e la vicinanza dei passi montanari, Pacentro è piena di attrazioni bellissime a contatto con la storia e la natura. Questo borgo incastonato nell’Appennino abruzzese è perfetto per una gita quando abbiamo voglia di autunno.

Meritano una visita la Casa della Martulita e il lavatoio, così antichi e suggestivi

Perdersi nei vicoletti antichi è forse la prima regola da seguire quando si arriva a Pacentro. Scorci suggestivi, scalette, case in mattoni, e portoni prestigiosi, la passeggiata nel centro sarà allietata anche dalla presenza dei locali. Merita una visita la Chiesa di San Marcello, la più antica visto che sta in piedi dall’anno 1047 grazie al monaco Adalberto. La navata è unica e un restauro recente ha riportato in vita una decorazione pittorica del 1400.

Bellissima è anche la Chiesa di Santa Maria della Misericordia al centro di Piazza del Popolo. La facciata è in pietra bianca e si staglia nel cielo blu contornata dalla montagna rocciosa. I lavori iniziarono nel XIV secolo e finirono nel 1603 circa. Il campanile risale invece al 1578 ed è il secondo più alto di tutta la Valle Peligna dopo Sulmona.

Il lavatoio pubblico o Canaje è senz’altro uno dei punti più suggestivi del paese. Anticamente le massaie raggiungevano questo canale in pietra con il bacile di rame in testa facevano il bucato cantando in compagnia.

Il Castello dei Caldora è un’altra attrazione meravigliosa. Fu costruito intorno all’anno 1000 per proteggere Pacentro dagli attacchi di Normanni, Saraceni e Ungari che passavano per la Valle Peligna. La sua posizione di vedetta è strategica perché garantisce da sempre la comunicazione con altri centri limitrofi come Pettorano, Roccacasale, Popoli. La struttura ha una forma a trapezio e possiede ben tre torri quadrate di cui la più alta è quella ad nord-est e raggiunge 24 metri. La vista che si apre dalla torre nord-ovest, l’unica visitabile, abbraccia l’intera valle protetta dalla Majella ed è mozzafiato.

Questo borgo incastonato nell’Appennino abruzzese è perfetto per una gita quando abbiamo voglia di autunno.

Infine è d’obbligo una visita alla Casa di Marlulita che fa parte del Museo della Civiltà contadina. Questa casa racconta la storia di una pacentrana Maria Loreta Pacella detta Marluilita e di come viveva la sua vita. La cucina grande con il focolare per scaldare l’ambiente, le attività domestiche, il paiolo, i mestoli e altri utensili da cucina, altri agricoli. E poi il letto con un materasso in paglia e foglie secche.  Questo luogo è fermo nel tempo ed è rimasto esattamente come la sua proprietaria l’ha lasciato. Una visita qui dentro ci permetterà di scoprire e di toccare con mano quella che era la vita dura e intensa dei contadini in questo borgo tanti anni fa.

Insomma tra una scalata in montagna e la canoa sul Tirino, Pacentro merita sicuramente una visita.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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