Questi sono i test genetici che offrono un valido aiuto per svelare la predisposizione al tumore al seno

Oltre ai consueti controlli periodici consigliati dal Sistema Sanitario Nazionale e dal Ministero della Salute, abbiamo un altro strumento di prevenzione del tumore al seno.

Il programma di screening prevede una mammografia ogni 2 anni, dai 50 ai 69 anni di età.

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In giovane età è comunque consigliabile effettuare delle ecografie e soprattutto, a qualsiasi età, unire alle visite ginecologiche una visita del seno.

Questi sono i test genetici che offrono un valido aiuto per svelare la predisposizione al tumore al seno

In particolare i test che ricercano i geni BRCA1 e 2: sono quelli che denotano l’ereditarietà del tumore alla mammella.

Sappiamo bene quanto sia importante in questo caso “giocare d’anticipo”, soprattutto se in famiglia ci sia stato un caso di carcinoma al seno. Va detto, però, che le forme ereditarie di tumore alla mammella sono fra il 5 e il 10% del totale dei casi.

Inoltre il BRCA 1 e BRCA2 sono responsabili solo del 50% di queste formule ereditarie. Purtroppo i geni responsabili delle altre forme ereditarie non sono ancora stati individuati ma la Ricerca sta lavorando alacremente.

Una nicchia certo, ma trattandosi di prevenzione tutto è valido e utile.

Non pensiamo inoltre al celebre caso di Angelina Jolie che, dopo aver scoperto con tali test la sua predisposizione, si è voluta sottoporre a mastectomia preventiva.

Una volta avuto l’esito si possono semplicemente intensificare i controlli in modo da fare idonea prevenzione.

Come richiedere i test genetici di prevenzione del tumore al seno?

Per prima cosa occorre fissare un appuntamento per un counseling genetico durante il quale un medico genetista valuta l’opportunità di eseguire tale test.

In cosa consiste il test genetico di prevenzione?

Si tratta di un semplice prelievo del sangue da cui si estrae ed analizza il DNA.

Cosa significa se vi è mutazione di BRCA1 e BRCA2 e quindi che vi è predisposizione?

Non è assolutamente una certezza di sviluppare la malattia!

I dati sono chiari. Se, ad esempio, dall’esame risulti una mutazione ereditaria del gene BRCA2, si ha una probabilità di sviluppare un tumore della mammella fra il 25 e il 40%.

BRCA1 e 2: questi sono i test genetici che offrono un valido aiuto per svelare la predisposizione al tumore al seno ma non equivalgono ad una sentenza già scritta!

Per approfondire: qui la Redazione di ProiezionidiBorsa suggerisci utili consigli alimentari per la prevenzione del tumore al seno.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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