Questi genitori distratti dovranno restituire all’INPS i soldi percepiti oltre alle sanzioni per mancata comunicazione

La crisi economica determinata dall’emergenza epidemiologica ha messo in ginocchio tantissime famiglie, soprattutto quelle che già vivevano situazioni di disagio. Nonostante le tantissime agevolazioni previste dal nostro ordinamento per chi si trova in condizioni di difficoltà, sbarcare il lunario per molti è davvero complicato. Se poi all’interno del nucleo familiare sono presenti anche soggetti fragili con disabilità le difficoltà aumentano ancora di più.

Nonostante si abbia diritto ad agevolazioni fiscali, come bollo auto e ausili sanitari gratuiti. Per questo il legislatore ha previsto la possibilità di ottenere per i minori con disabilità e al ricorrere di altri requisiti richiesti, un’indennità di frequenza. Ovvero una prestazione economica erogata dall’INPS e finalizzata all’inserimento scolastico del minore. Mentre qualora il minore non sia in grado di deambulare o di svolgere autonomamente le attività della vita quotidiana, si potrebbe ottenere l’indennità di accompagnamento. Pertanto i genitori potrebbero richiedere per i propri figli minori circa 290 euro al mese o 525 euro mensili.

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Questi genitori distratti dovranno restituire all’INPS i soldi percepiti oltre alle sanzioni per mancata comunicazione

Recentemente accanto a questi aiuti la Legge di Bilancio n.178/2021 ha previsto all’art. 1, commi 365 e 366, un importante aiuto per genitori in difficoltà. In particolare un contributo a favore di genitori disoccupati o monoreddito con figli a carico aventi disabilità non inferiore al 60% per il triennio 2021-2023.

L’INPS con la circolare n. 39 del 10 marzo 2022 ha fornito le istruzioni necessarie per presentare le domande nonché le modalità d’erogazione del contributo. Pertanto l’Istituto erogherà contributi da 150, 300 e 500 euro mensili ai genitori che faranno domanda entro il 31 marzo 2022. La domanda ha valenza annuale, ma per quest’anno può richiedersi anche per il 2021. La circolare, tuttavia, oltre a fornire le indicazioni per la domanda e i requisiti necessari per ottenere il beneficio, descrive anche le ipotesi di decadenza e sospensione del beneficio. Questi genitori distratti dovranno restituire all’INPS i soldi indebitamente percepiti e potranno ricevere sanzioni se non comunicheranno gli eventi che ne hanno determinato la perdita. Infatti si decade dal beneficio al venir meno dei requisiti indicati dall’art. 4, comma 2 del Decreto Interministeriale del 12 ottobre 2021. In particolare la decadenza dal beneficio si verifica al sopraggiungere dei seguenti eventi:

  • decesso del richiedente;
  • decesso del figlio;
  • affidamento del figlio a terzi;
  • decadenza dall’esercizio della responsabilità genitoriale.

Questi eventi dovranno essere comunicati obbligatoriamente all’INPS entro e non oltre 30 giorni dal loro verificarsi. A questo punto l’Istituto previdenziale interromperà l’erogazione del beneficio a decorrere dal mese successivo a quello in cui si è verificato l’evento. Una volta accertata la perdita del requisito, l’INPS revocherà immediatamente il contributo, oltre a chiedere la restituzione di quanto indebitamente ricevuto. In più saranno applicate anche le sanzioni previste dalla legislazione.

La sospensione

Per quanto riguarda la sospensione, questa ricorre qualora il figlio con disabilità sia temporaneamente ricoverato presso istituti di cura di lunga degenza. Nonché, presso altre strutture residenziali a totale carico dello Stato o di altra Amministrazione pubblica. Infine l’Istituto comunica che con successivo messaggio indicherà le modalità precise di comunicazione dei predetti eventi.

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