Questi 3 errori nell’educazione del gatto lo renderanno diffidente e insopportabile ed ecco perché non dovremmo mai rimproverarlo così

Il gatto è l’animale più elegante e misterioso tra quelli da compagnia. Anche se ha scelto di convivere con l’essere umano, questo felino ha conservato un istinto forte e un carattere indipendente. Ecco perché la sua educazione può essere un grande scoglio da affrontare. A differenza del cane, più predisposto ad ascoltare il padrone, il gatto ama la libertà totale.

Spostarsi dove e quando vuole, mangiare quando ha fame e salire su qualsiasi mobile lo inviti a una scalata. Insomma, anche per chi non è alle prime armi, educare un gatto richiede pazienza e molto amore. Considerando sempre che ogni individuo è diverso, non c’è una regola univoca da seguire. Eppure, questi 3 errori nell’educazione del gatto potrebbero creare gravi danni comportamentali e di relazione. Ecco perché è bene conoscerli e cercare di evitarli con qualsiasi soggetto. Vediamoli insieme uno per volta e cerchiamo di capire quali sono le alternative migliori.

Per educare il nostro amico a quattro zampe, prima è necessario conoscerlo un po’. Viverci insieme e imparare a osservarlo ci rivelerà tanto sul suo carattere e sulle caratteristiche di specie. Infatti, trattare un gatto come un cane o un coniglio nano, o viceversa, è assolutamente sbagliato.

Questi 3 errori nell’educazione del gatto lo renderanno diffidente e insopportabile ed ecco perché non dovremmo mai rimproverarlo così

Dunque, è bene capire quali sono le modalità migliori per insegnargli cosa può fare e cosa è bene che non faccia. Gli errori più comuni in cui si cade sono 2 e sono opposti tra loro. C’è chi, dopo vari tentativi di far smettere il micio di miagolare la notte o di saltare sul tavolo, perde la pazienza. Grida, sculacciate e altre manifestazioni di rabbia non sono solo inappropriati, ma non sortiranno l’effetto desiderato. Il gatto non capisce quello che stiamo cercando di dirgli, in più sarà preso dallo spavento e inizierà a diffidare di noi.

L’errore opposto, invece, consiste nel fargli fare ciò che vuole pensando di non potergli insegnare nulla. Immaginiamo che il gatto miagoli quando ha fame. Ogni volta che lo fa, puntualmente riceve del cibo. Questo lo convincerà che miagolando può ottenere ciò che desidera. Allo stesso tempo, un altro errore madornale consiste nell’alternare divieti a momenti di permissività.

Il gatto non dovrebbe farsi le unghie sul divano, per cui non possiamo chiudere un occhio ogni tanto. Se gli consentiamo alcune cose anche di rado, il gatto non capirà e sarà confuso se può o non può fare quella cosa. Piuttosto, arricchiamo il suo ambiente di giochi. Ancora, se tornando a casa abbiamo trovato il vaso dei fiori rovesciato, è inutile sgridare il gatto. La ramanzina va fatta solo se si coglie il gatto sul fatto. Diversamente, non capirà il rimprovero e si spaventerà. In questo modo perderà la fiducia in noi.

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