Questa industria cerca disperatamente personale ma non lo trova

L’universo delle PMI è composto da migliaia di aziende familiari, ad alta specializzazione, che vivono e lavorano di commesse. Effettuano per conto terzi tutta una serie di lavorazioni, sulle quali hanno acquisito, nel tempo, un forte vantaggio competitivo.

Che vuol dire? Ottengono certi manufatti a prezzi e tempi molto ridotti e vantano nelle loro produzioni un’eccellente know-how specialistico e di settore.

L’industria meccanica (metalmeccanici, meccanica di precisione, etc.) è una di queste, per esempio. Un fiore all’occhiello del made in Italy che silente produce buona fetta del PIL italiano.

Ora, sarà pure un’eccellenza italiana ma questa industria cerca disperatamente personale ma non lo trova, patendo così sul fronte degli investimenti in risorse umane.

Cosa produce quest’industria?

Come detto, si tratta di un settore economico trasversale, nel senso che il suo output trova impiego in diverse altre industrie. Si ottengono, ad esempio, macchinari che possono servire per produrre qualsiasi tipo di stampo, che sia lamiera, alluminio, acciaio, plastica o gomma.

In altre realtà può, invece, capitare di produrre particolari stampati, o dei piegati, o molle, o piccoli manufatti meccanici già assemblati. Il grosso della produzione, ma non tutta, ha l’industria automobilistica come suo cliente finale.

Vengono poi esportati in tutto il mondo, specie nelle economie più avanzate che cercano, appunto, macchinari dalle altissime prestazioni.

Cercano disperatamente personale

Ora, queste macchine, e quindi le imprese che le producono, hanno bisogno di personale specializzato. Ma si scontrano con la grossa difficoltà a trovare dei giovani che abbiano voglia di mettersi in gioco.

Sul mercato cercano periti meccanici, periti elettronici, ingegneri, programmatori software. E sul mercato vanno alla ricerca di nuovi talenti da poter formare in azienda.

Il personale, manco a dirlo, è la risorsa prima per eccellenza di queste PMI. Si rivela, alla lettera, un capitale umano, da cui in buona parte dipendono.

Le forti lacune del mondo scolastico

Il mismatching scolastico è un tema spesso affrontato. In sostanza si formano molti ragazzi nelle discipline che risultano poi poco richieste dal mercato. Le scuole professionali, di giovani ne sfornano ancora troppo pochi.

Gli Istituti Tecnico Scientifici fanno uscire in media circa ottomila ragazzi all’anno in tutt’Italia. Numeri ridicoli rispetto ai paesi competitors: in Francia se ne sfornano circa 130.000 all’anno e in Germania 300.000.

I guadagni

Sul fronte della busta paga, tutto dipende dall’anzianità di servizio e soprattutto dalle capacità sul campo. Si parte comunque da 1.200, 1.300 netti al mese. Poi, dopo qualche anno, si arriva anche ai 2.000-3.000 euro, a seconda del grado di responsabilità in azienda.

Insomma, grandi soddisfazioni, davanti alle quali si fa fatica a comprendere le perplessità dei giovani. Specie di chi è a casa da tanto tempo o di chi cerca lavori di scarso respiro o, peggio ancora, lavori assolutamente non chiesti dal mercato.

La possibilità di carriera non manca

Oltre agli aspetti economici, molte di queste aziende hanno anche sedi distaccate o controllate o collegate. Il risultato è che, quindi, non manca la possibilità di viaggiare, sia pur per lavoro, anche all’estero, e a spese dell’azienda.

Soprattutto non manca la possibilità di crescere professionalmente ed anche in poco tempo. Di norma, infatti, si tengono corsi di aggiornamento interni che adeguano le conoscenze del personale.

Da neoassunti, invece, non manca l’affiancamento da un operaio esperto o un ingegnere che fa da tutor personale.

Tanti vantaggi, dunque, che non sempre fanno gola a chi è senza occupazione. Se è vero, come lo è, che questa industria cerca disperatamente personale, ma non lo trova malgrado tutti i benefit che offre.

Infine, se gradite scoprire un altro lavoro dove si guadagna dai 1.500 ai 2.000 euro netti mensili sin da subito, vi suggeriamo la lettura di quest’articolo.

 

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