Questa comunissima piaga virale che ci ritroviamo sul labbro potrebbe essere collegata a demenza e Alzheimer

Su queste pagine ci ritroviamo ancora una volta a presentare nuove evidenze legate all’Alzheimer. Gli enormi sforzi scientifici e i numerosi fondi di ricerca impegnati per questa malattia si giustificano con la pervasività e l’impatto che l’Alzheimer ha sull’individuo singolo e sulla popolazione. L’Alzheimer è la prima causa di demenza nel Mondo ed è una malattia neurodegenerativa studiata in maniera approfondita.

I risultati sono sempre più fini e ci stanno donando un quadro più chiaro della malattia. Alcuni li abbiamo già presentati e discussi: recentemente per esempio ci siamo occupati di alcune molecole contenute in numerosi cibi che potrebbero avere un ruolo nella prevenzione dell’Alzheimer. Abbiamo anche focalizzato la nostra attenzione su alcuni sintomi, come paradontiti o acufeni da tenere in considerazione per anticipare il decorso della malattia. Questa volta, presenteremo i risultati importanti di uno studio appena pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature Communications. I risultati evidenziano come questa comunissima piaga virale che ci ritroviamo sul labbro potrebbe essere collegata a demenza e Alzheimer.

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Che cos’è

Il virus dell’herpes simplex (HSV) è un membro della famiglia degli herpesvirus (cui appartiene anche il virus della varicella). Il virus infetta frequentemente gli esseri umani. Può causare una serie di malattie di gravità variabile, da una lieve infezione a malattie che mettono il paziente in pericolo di vita. Gli herpesvirus infettano naturalmente il sistema nervoso centrale e possono provocare disturbi degenerativi del cervello e degli occhi.

L’Herpes Simplex di tipo 1 (HSV-1) è il virus associato a infezioni della bocca e della faccia e a encefaliti. Può provocare herpes labiale o bolle di febbre sopra o intorno alla bocca. L’Herpes Simplex di tipo 2 (HSV-2), invece, di solito causa infezioni genitali che possono essere trasmesse da madri infette ai neonati.

Eppure la maggior parte delle persone non presenta alcun sintomo. Perché? La risposta a questa domanda è stata scoperta da scienziati americani e potrebbe avere un grande impatto nella lotta all’Alzheimer.

Questa comunissima piaga virale che ci ritroviamo sul labbro potrebbe essere collegata a demenza e Alzheimer

In un articolo pubblicato recentemente (Ames J et al, 2021), i ricercatori hanno trovato una connessione tra l’herpes labiale e le malattie neurodegenerative come l’Alzheimer.

In particolare, hanno scoperto che una proteina, chiamata optineurina (OPTN), è in grado di limitare la diffusione del virus dell’herpes labiale (HSV1). Lo fa, inglobando le particelle di virus in piccole vescicole.

I ricercatori hanno poi fatto un passaggio aggiuntivo: hanno rimosso l’optineurina nei topi. Hanno scoperto che in questo modo la crescita del virus è molto più alta. Inoltre, e questo è un aspetto notevole in relazione all’Alzheimer e alle altre malattie neurodegenerative, la degenerazione dei neuroni causata dal virus è molto più rapida. Quindi, preservare l’optineurina e la sua azione potrebbe essere fondamentale per evitare la neurodegenerazone.

Sono già stati programmati ulteriori studi sugli altri herpesvirus, per capire se questo sia un meccanismo generale o particolare legato a Herpex Simplex Virus. Questi risultati aggiungono nuove informazioni che, si spera, possano portare a una terapia per l’Alzheimer in tempi rapidi.

(Le informazioni presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo e non si sostituiscono in alcun modo al consulto medico e/o al parere di uno specialista. Non costituiscono, inoltre, elemento per la formulazione di una diagnosi o per la prescrizione di un trattamento. Per questo motivo si raccomanda, in ogni caso, di chiedere sempre il parere di un medico o di uno specialista e di leggere le avvertenze riportate QUI»)

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