Quello che non ci hanno mai detto sui fazzoletti di carta e dobbiamo sapere per la salute

Il passaggio tra l’estate e l’autunno è probabilmente il periodo in cui consumiamo più fazzoletti di carta. E, allo stesso modo, spediamo in lavatrice quelli di cotone. Stiamo passando dai 20 gradi del giorno ai 5 della sera e della mattina. L’umidità comincia a impossessarsi delle nostre case, ma anche delle nostre ossa. È il momento di fare un pieno di vitamina C, ma anche di fare scorta di fazzoletti. La colazione diventa un pasto davvero importante e unico per affrontare la giornata con le giuste difese. E se il miglior integratore ce l’avessimo sempre in casa senza saperlo? È una delle idee che suggeriamo ai nostri Lettori. Ma oggi ci occuperemo di quello che non ci hanno mai detto sui fazzoletti di carta e dobbiamo sapere per la salute. Eterno dilemma sulle malattie che possono transitare e restare nei fazzoletti, come affrontano molti studi internazionali.

2 materiali diversi per lo stesso uso

Anche gli italiani come tutte le popolazioni dividono la loro preferenza tra fazzoletti di stoffa e fazzoletti di cotone. Senza considerare che quando siamo in casa, utilizziamo anche la carta assorbente da cucina e quella igienica del bagno. Ecco, per assurdo, proprio quest’ultima sarebbe quella più consigliata. Lasciando da parte la famosa morbidezza nella quale andiamo infilare il nostro naso, il concetto fondamentale da rimarcare è uno solo.

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Come sottolineano anche gli esperti di salute, l’azione monouso è ovviamente quella più corretta per eliminare assieme muco e bacilli. Mentre tendiamo quasi tutti a riutilizzare un fazzoletto di carta, il pezzetto di carta igienica finisce eliminato immediatamente. E con esso qualsiasi tentativo di microbi e bacilli di rimanere attivi.

Quello che non ci hanno mai detto sui fazzoletti di carta e dobbiamo sapere per la salute

Non sempre abbiamo però a disposizione un pacchetto di fazzoletti di carta. Soprattutto noi maschietti che non portiamo la borsa. Sono molto più previdenti le donne che tengono sempre fazzoletti di scorta di carta nella borsetta. Magari anche gradevolmente profumati al mentolo. Gli uomini invece sono ancora per il classico fazzoletto di stoffa, che però potenzialmente è meno salutare di quelli monouso. Pensiamo semplicemente che potremmo soffiarci il naso appena usciti di casa e il fazzoletto rimane in tasca sporco fino a sera quando rientriamo.

L’educazione dei nostri figli

Grandi consumatori di fazzoletti di carta sono sicuramente i nostri bambini. Soprattutto i più piccoli che si divertono anche a fare le montagnette di fazzoletti sporchi per terra magari vicino al letto. Cosa che invece non dobbiamo insegnare loro a fare proprio per evitare la propagazione dei microbi. Molto importante secondo gli stessi virologi è insegnare ai nostri figli a utilizzare il fazzoletto monouso, gettandolo poi in una pattumiera possibilmente coperta. Questo sarebbe il passaggio corretto e completo suggerito dagli esperti. Cosa che è stata al centro anche di molti dibattiti in questi due anni di Pandemia.

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