Quattro mosse per vendere i capi usati online

Per opportunità diciamo che la vendita di capi usati online è un comportamento individuale espressione di una rinnovata adesione all’economia circolare, al riuso e al risparmio. Per praticità possiamo anche dire che vendere abiti usati in molti casi è il tentativo racimolare qualcosa, di vestire bene prestando grande attenzione alla tasca.

Le categorie

Cambio stagione è anche sinonimo di rimessa in ordine dell’armadio. Un punto e a capo tra i due macro periodi dell’anno. Le categorie di vendita e acquisto sono diverse.

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Si va dai capi di lusso e firmati, al vintage, passando per il casual. Il mercato è però intriso di proposte. Come a dire che la concorrenza è tanta e spietata. A noi interessa mettere in pratica le “quattro mosse per vendere i capi usati online”. Perché possiamo piazzarli in rete, ma non vendere. E questo non è il nostro obiettivo.

Strategie e trucchi per vendere

In generale vale il principio che il capo di cui volgiamo disfarci deve essere presentato in buone condizioni. Pulito e stirato. Non possiamo vendere ciò che, diversamente, butteremo nella spazzatura. Quindi usato, ma in buone condizioni. È anche un principio etico e di rispetto dell’altro.

Tra le “quattro mosse per vendere i capi usati online” c’è la prima regola che chiamiamo simpaticamente “operazione verità”. Cioè dobbiamo indicare se il vestiario prescelto presenta dei difettucci. Descrivere bene l’indumento: caratteristiche ed eventuali difetti anche di produzione o stile.

Beninteso se manca il bottone, è opportuno provvedere e poi pubblicare il capo.

Promuoviamo noi stessi

Fondamentale il “lavoretto” domestico di editing (descrizione e foto). No a immagini dozzinali, con sfondi frutto della casualità. Una foto ben fatta. In un contesto giusto.

Meglio se ordinato e pulito. Per intenderci, non faremo mai la foto di una camicia appesa al pensile della cucina.

Aperto. Ancora meglio se l’abito riusciamo ad indossarlo oppure, se non ci entra più, chiediamo la cortesia alla vicina. Lei si che è sempre in forma.

Costruiamo la fiducia

Altra buona prassi inclusa nelle “quattro mosse per vendere i capi online” è tenere fede alla promessa fatta. Alla foto pubblicata e alla descrizione.

Tradotto, se abbiamo pubblicato la foto di un abito usato ma curato, senza scuciture. Lo stesso, lavato e stirato, va fatto recapitare all’acquirente. Nel tempo ci costruiremo una certa reputazione.

Il cliente tenderà a cercare i nostri nomi perché sinonimo di rigore.

Ultima mossa

Siamo all’ultima delle “quattro mosse per vendere i capi usati online”. Il prezzo.

Se pensiamo di raggirare l’utente e fare affari con leggerezza, avremo vita breve sulle varie app dedicate. Il costo va calibrato sullo stato reale del vestiario proposto, sul tempo che noi lo abbiamo indossato e sul fatto prioritario che comunque è passato dai nostri armadi.

Se il prezzo all’origine di un buon jeans è di 80 euro (ad esempio) non potremmo riproporlo a 70 euro dopo due anni di utilizzo. L’utente è attento al buon rapporto qualità prezzo ma soprattutto ha capacità di ragionare.

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