Quanto vale il Made in Italy

Agroalimentare, moda, design, robotica, lusso, ottica, arredamento. Potremmo continuare all’infinito. Sono veramente pochi i segmenti di mercato in cui l’Italia non vanta eccellenze accreditate e amate in tutto il mondo.

Dietro ogni singolo prodotto c’è una storia imprenditoriale che dal dopoguerra ad oggi ha reso il Paese una grande potenza economica. Oggi, poi, in un momento così difficile per il sistema economico, il Made in Italy rappresenta un argine in grado di attenuare gli effetti negativi della crisi.

Non a caso, lo diciamo senza pessimismo, la voce delle esportazioni nette costituisce uno dei pochi fondamentali economici incoraggianti. Ma quanto vale il Made in Italy? Che peso ha sul PIL italiano? Vediamolo in questa guida.

La domanda di Italia nel mondo

Sarebbe ipocrita porre la lente solamente sui punti di forza. Di problemi che ostacolano un trend positivo della crescita di lungo periodo ce ne sono in abbondanza. Potremmo citare l’economia sommersa e quella criminale, le lungaggini burocratiche e i tempi biblici della giustizia, lo storico divario Nord-Sud; ci fermiamo qui.

Ma accanto a tutto questo, l’Italia si è conquistata faticosamente un posto di prim’ordine nell’economia internazionale. Quanto alla manifattura è uno dei primi cinque Paesi per surplus commerciale con il resto del mondo.

Siamo all’avanguardia nel campo della creatività grazie al primato del numero di imprese del design. Non meno importante il ruolo italiano nel turismo: siamo il secondo Paese nell’Unione Europea per ospiti extraeuropei accolti.

I numeri forniti dal Rapporto Symbola 2019 in proposito ci dicono che nel periodo 2015-2018 la domanda di turismo in Italia è cresciuta dell’84%. Poi, il nubifragio si è abbattuto sugli albergatori e sull’intero indotto a causa della pande

ia. Molto positivi anche i dati degli altri settori. L’agroalimentare, nello stesso periodo di rilevazione, è cresciuto del 51%, il settore auto del 29%, mentre la moda regista un più 27%. L’unico dato in controtendenza risulta quello dell’arredamento con un meno 9%.

Il peso dell’export sul PIL

A proposito di eccellenza italiane e di esportazioni, l’Istituto nazionale del Commercio con l’Estero (ICE) parla di macchina arrestata in corsa. L’importo complessivo delle esportazioni del 2019 ammonta a 585 miliardi a fronte di circa 1.800 miliardi di euro di PIL. Dunque, l’export pesa circa il 32% sul reddito nazionale: ecco quanto vale il Made in Italy.

Il dato, precisiamo, si riferisce alle sole esportazioni, non tenendo conto delle importazioni di beni e servizi che devono essere sottratte alle esportazioni ai fini del calcolo del PIL.

La macchina, però, ha per l’appunto perso velocità a causa della pandemia. La rapida diffusione del contagio, tra le altre cose, ha prodotto un immediato rallentamento dei flussi commerciali internazionali. La stima dell’ICE per il 2020 è di un meno 12%.

Covid a parte, le esportazioni negli ultimi dieci anni sono cresciute ininterrottamente. Restano pertanto ancora oggi il fiore all’occhiello del Sistema Paese grazie ai prodotti eccellenti, veri ambasciatori della cultura imprenditoriale italiana.

Approfondimento

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