Quanto tempo dura un protesto e gli accorgimenti utili da adottare

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Gli Esperti di ProiezionidiBorsa hanno analizzato in un recente articolo i rischi che corre chi non salda una cambiale nei tempi previsti. Infatti, chi non paga correttamente cambiali o assegni rischia, tra le altre conseguenze, di incorre in un protesto. In questo articolo analizzeremo quanto tempo dura un protesto e gli accorgimenti utili da adottare per chi incorre in simili situazioni. Subire una segnalazione negativa in Camera di Commercio comporta infatti una serie di problemi. Le banche non concederanno la possibilità di emettere assegni e negheranno anche nuovi finanziamenti o fidi. In alcuni casi, gli Istituti potrebbero addirittura procedere alla chiusura dei rapporti in essere. Inoltre, altri possibili creditori potrebbero rifiutare ulteriori titoli di credito dopo aver consultato le banche dati pubbliche. Insomma, un protesto può diventare un grosso problema sia finanziario che lavorativo.

Cosa prevede la normativa

Per analizzare quanto tempo dura un protesto e gli accorgimenti utili da adottare bisogna basarsi sulla normativa vigente. La Legge 235/2000 prevede infatti alcune modifiche alle precedenti norme e stabilisce la durata degli effetti di un protesto. Nello specifico, l’articolo 4 della norma citata prevede l’automatica cancellazione dei protesti di assegni e cambiali dopo 5 anni dalla relativa pubblicazione.

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Questo significa che, trascorso un lustro, i protesti non saranno più visibili ai terzi. Sarà quindi possibile normalizzare i rapporti con banche, ed eventuali clienti e fornitori. Si potrà anche richiedere finanziamenti, mutui e scoperti di conto. Le persone protestate non dovranno fare alcuna richiesta, poiché la norma prevede la cancellazione automatica ad opera della locale CCIA.

Quanto tempo dura un protesto e gli accorgimenti utili da adottare

Abbiamo analizzato la normativa e compreso quanto dura un protesto e le sue conseguenze. Esistono però alcune condotte che rischiano di allungare le conseguenze di una segnalazione. Chi dovesse subire la notifica di un protesto dovrà evitare di effettuare richieste di prestiti o finanziamenti in banca. Oltre a ricevere un sicuro diniego, infatti, questi rifiuti resteranno memorizzati in altre banche dati.

Questo potrebbe causare un futuro rifiuto da parte di altri soggetti finanziari a concedere prestiti o mutui. Anche dopo la scadenza dei cinque anni previsti dalla normativa. In altre parole, effettuare richieste di finanziamento ignorando le politiche creditizie, rischia di amplificare gli effetti negativi di un’iscrizione in centrale rischi. Il consiglio, per chi dovesse ricevere un protesto è quindi quello di saldare quanto dovuto e attendere cinque anni. Solo a quel punto, infatti, il debitore sarà completamente riabilitato agli occhi del mondo bancario e finanziario.

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