Quanto si perde con Quota 41 e Quota 102 nella riforma delle pensioni?

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L’età minima per la pensione di anzianità è 67 anni a partire dal 2019. Per dipendenti pubblici, privati, lavoratori e lavoratrici autonome, e lavoratrici del settore privato. Tutti che abbiano almeno 20 anni di contributi versati. Poi è arrivata quota 100, nel 2019, che consentiva una forma pensionistica anticipata rispetto alla pensione di vecchiaia. Ma comunque l’assegno pensionistico era minore rispetto al tradizionale. Per la precisione, da 2 al 14%. Adesso si parla insistentemente di riforma delle pensioni, visto che Quota 100 finirà il prossimo anno. E dell’arrivo di Quota 41 o di Quota 102. Ma quanto si perde con Quota 41 e Quota 102 nella riforma delle pensioni?

Quota 100 consentiva di andare in pensione, avendone i requisiti, con 38 anni di contributi e 62 di età. Come detto, l’assegno era ridotto, essendo una forma di pensione anticipata. Visto che non verrà rinnovata perché chi l’ha voluta non è più al governo, si parla di due forme sostitutive, denominate Quota 41 e Quota 102.

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Quanto si perde con Quota 41 e Quota 102 nella riforma delle pensioni?

Quota 41 è anch’esso un anticipo pensionistico, ma non prevede limiti di età. L’unico requisito sono gli anni di contributi, 41 appunto. La prospettiva di taglio dell’assegno pensionistico maturato dovrebbe essere ragionevolmente del 10%. E’ una prospettiva che, comunque sarebbe applicabile solo ad una categoria di lavoratori. Quelli cosiddetti precoci o fragili. Questi ultimi sono tutti quelli che, pur lavorando, presentano quadri clinici complicati come immunodepressione, attesa di un trapianto, diabete, dialisi o cardiopatia.

Quota 102 è un’altra tipologia di anticipo pensionistico. Essendo 2 anni più avanti di Quota 100 è facile comprendere che funzionerà più o meno nella solita maniera, ed infatti è così. Rimane invariata l’età contributiva a 38 anni. Si alza quella anagrafica, che sale a 64 dai 52 della precedente riforma. Le riduzioni di assegno sarebbero modulari, come per quota 100. Se si andasse in pensione solo un anno prima, si perderebbe il 4%. Ma andandoci al massimo consentito, cioè 3 anni e 8 mesi, si arriverebbe a perdere fino al 15%. Un discreto salasso, non c’è che dire.

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