Quanto si guadagna con 10.000 euro sul buono postale o questo BTP al 5% di cedola?

Oggi la Redazione di ProiezionidiBorsa metterà a confronto due prodotti a garanzia dello Stato, per vedere dove si riesce a guadagnare di più. In particolare, analizzeremo un buono fruttifero e un titolo di Stato di pari durata. Dunque, quanto si guadagna con 10.000 euro sul buono postale e questo BTP al 5% di cedola?

Il BTP con cedola nominale al 5%

Il nostro bond di riferimento ha codice ISIN IT0004513641. È stato emesso il 1° marzo 2009 e scadrà il 1°marzo del 2025. Quindi la durata residua del bond è pari a circa 3,44 anni.

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Ha una cedola interessante, pari al 5% lordo e al 4,375% netto, corrisposta ogni 6 mesi. Tuttavia, il bond scambia sul mercato secondario (MOT) a circa 118,10 centesimi. Questo vuol dire che il rendimento effettivo netto annuo sarebbe pari al –0,207% (da moltiplicare per la durata residua).

Tradotto, investendo oggi su questo bond si avrebbe una perdita certa se il titolo fosse portato a naturale scadenza.

Il buono postale e il possibile guadagno su 10.000 euro

Per chi cerca un prodotto d’investimento con la garanzia (emittente) dello Stato, un’alternativa è data dai buoni fruttiferi. Nel nostro caso dobbiamo prendere in esame uno strumento che avesse più o meno la stessa scadenza del BTP 1° marzo 2025.

Il buono 3X4 offre lo 0,10% di rendimento effettivo annuo lordo al termine del primo triennio (settembre 2024). Invece il buono 4X4 lo 0,20% dopo i primi 4 anni (settembre 2025, se acquistato oggi). Sarebbe meglio, quindi, scegliere la scadenza più lunga per avere un guadagno maggiore.

Pertanto 10mila euro investiti stamane produrrebbero un montante di 10.070,21 euro netti (10,03 euro di imposta allo Stato) al termine dei primi 4 anni.

Vantaggio e svantaggio del buono postale rispetto al BTP

Infine, rispetto al BTP, il buono fruttifero ha un vantaggio e uno svantaggio.

Il vantaggio è che in qualunque momento il possessore del buono può chiederne il rimborso e ottenere il 100% del capitale. Invece il BTP comprato ad esempio a 118,10 centesimi, può dare vita a un guadagno o a una perdita sul capitale. Cioè dipenderà dal futuro prezzo di vendita del bond sul mercato.

Lo svantaggio è dato invece dal fatto che il rimborso del buono prima dei 4 anni dall’acquisto riconosce solo il capitale ma non gli interessi. Il BTP invece ogni 6 mesi distribuisce una cedola lorda del 2,50%.

Quanto si guadagna con 10.000 euro sul buono postale e questo BTP al 5% di cedola?

Dunque, come potrebbe regolarsi il piccolo investitore dinanzi a simili dilemmi?

Se la propensione al rischio è bassa o nulla, il buono fruttifero sarebbe da preferire. Capitale sempre garantito e guadagno positivo al termine di ogni finestra temporale. Il BTP è sicuramente più ricco in termini di rendimenti, ma espone a molti più rischi.

Varrebbe il contrario, quindi, se la propensione al rischio è elevata e si comprendono fino in fondo i rischi legati a un BTP acquistato sopra cento. Una simile scelta, infatti, darebbe modo di incassare qualche ricca cedola.

Tuttavia, la grande insidia è legata al prezzo di rivendita (prima della scadenza) del bond. Il 1° marzo 2025, infatti, il BTP sarà rimborsato a 100, a prescindere dal nostro prezzo di acquisto. Si comprende, allora, che andrebbe ricercato un buon prezzo d’ingresso sul titolo per provare a minimizzare i rischi.

Approfondimento

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