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Quanto incassa una pensione d’oro in Italia?

Quanto incassa una pensione d’oro in Italia? Innanzitutto bisogna vedere cosa s’intende per pensione d’oro. Già, perché definizioni ufficiali in merito non ce ne sono. E poi, quante sono? Sono tante o poche comparate ai 16 milioni di pensionati della nazione. Che quelli sì che sono tanti… Il problema è che il valore economico delle pensioni d’oro è molto pesante. Quindi, quanto incassa una pensione d’oro in Italia?

Come detto, andiamo a spanne. Ma diciamo con una certa sicurezza che sopra i 5.000 euro lordi al mese siamo in presenza di una pensione dorata. Ma quante sono, in concreto? Facciamo così. Voi quante direste che siano? Tante, vero? Ma in che ordine di grandezza? Migliaia? Decine di migliaia? Centinaia di migliaia? Qui, invece, i dati sono ufficiali. E la fonte è l’INPS, ovviamente. I dati più aggiornati, a fine 2018, davano ben 59.863 pensionati dorati. La percentuale su quelle erogate è risibile. Lo 0,36%.

Quanto incassa una pensione d’oro in Italia?

Però ci sono anche le pensioni erogate da altri enti. E queste sono circa altre 30.000. Quindi siamo a quasi 90.000. E se la percentuale rimane bassa, il totale delle somme erogate no, però. Perché siamo intorno ai 7 miliardi di euro annui. Se volete il termine di paragone, siamo al 30% di una manovra di bilancio (ex finanziaria). Non poco, certamente. Ed ovviamente primato negativo in UE. Il risultato? Disuguaglianze, vergognose distorsioni nella distribuzione del denaro pubblico, rabbia ed invidia sociale. Che non a caso sono aumentate negli ultimi decenni. E che non a caso sono strumentalizzate a fini politici.

A chi imputare questa situazione? Perché un colpevole deve esserci. Al contrario di quanto accade in Italia, noi lo indichiamo chiaramente. E’ stata la riforma Dini delle pensioni del 1995. Non è un caso, forse, che proprio l’ex PdC e ministro sia tra i percettori di una delle pensioni d’oro più alte d’Italia, superiore di poco ai 30.000 euro mensili. Sì, avete letto bene, proprio mensili.

Contributo di solidarietà

L’indecenza delle pensioni d’oro, come detto, è un potente fomentatore di rabbia e risentimento sociale. Per questo si è intervenuti introducendo il contributo di solidarietà. Che non è altro che un taglio progressivo delle pensioni d’oro. Che parte dal 15% annuo da 100.000 euro, fino al 2023, fino ad arrivare al 40% di quelle sopra i 500.000 euro l’anno. Da questi tagli sono escluse alcune pensioni, però. Quelle ai superstiti, alle vittime del dovere, quelle di e quelle di inabilità.

Ma il contributo di solidarietà serve realmente a qualcosa? No, e ve lo dimostriamo subito. Perché la stragrande maggioranza delle pensioni d’oro si trova al di sotto dei 100.000 euro annui. Che non hanno subito alcun taglio con il contributo. Che si è rivelato, perciò, un mero specchietto per le allodole. Buono solo per chi ha creduto che chi governa si volesse realmente tagliare un privilegio. Mentre invece, complice i media, non ha fatto praticamente niente per far cessare questa vergogna nazionale.

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