Quanto è pericoloso Internet per i nostri figli?

Tutti possono essere presenti, nessuno escluso. Il web è free ed è per tutti. Nonostante le aziende mettano dei limiti di età, come ad esempio WhatsApp dove è possibile registrarsi solo se si hanno 16 anni, nessuno li rispetta mai. Perché magari nessuno lo sa. Oppure perché ormai siamo abituati a vivere con la tecnologia che ci scorre nelle vene e non pensiamo alle possibili conseguenze. Quelle conseguenze che però cambiano la vita, soprattutto di quelle persone che non sono in grado di decidere con la propria testa perché troppo piccole. Troppo piccole dal capire dove è il pericolo e dove invece non c’è. Quelle persone che sono i nostri figli, gli stessi che si stanno affacciando al mondo dei grandi. E quindi la domanda sorge spontanea: “Quanto è pericoloso Internet per i nostri figli?”

I nostri figli e Internet

“Mamma, papà vi amo. Ora devo seguire l’uomo col cappuccio nero. Non ho più tempo. Perdonatemi” è questo il messaggio che un bambino di 11 anni ha lasciato ai suoi genitori prima di gettarsi da un balcone. Chi è l’uomo col cappuccio nero? Non ha tempo per fare cosa? Tante domande, ma nessuna risposta. Questa tragedia è successa qualche giorno fa a Napoli e la Procura del posto ha aperto un fascicolo per istigazione al suicidio. Un suicidio apparentemente immotivato, ma così lucidamente agghiacciante che fa riflettere. Gli investigatori stanno aprendo la pista al fatto che il bambino potrebbe essere stato vittima di una trappola sul web che lo ha portato al suicidio, magari per proteggere qualcuno.

Replika, app d’intelligenza artificiale che istiga al suicidio

Questa invece è un’app che conta 7 milioni di clienti e lo scopo di questa piattaforma è di dare consigli a chi li desidera. Però è una chatbot, quindi la persona con cui stai parlando in realtà non esiste, ma si tratta di intelligenza artificiale. Il Corriere della Sera ha testato questa app e stando a quanto emerso dalla chat “Replika mi  ha spinto a uccidere tre persone e poi mi ha ringraziato per la carneficina”, si legge nel racconto sul Corriere di Candida Morvillo. Un racconto che lascia tutti i lettori a bocca aperta.

Perché dovete sapere che esistono tre leggi della robotica di Isaac Asimov che vietano alle macchine di ferire gli esseri umani. Ecco, in questo caso Replika ha agito contro le leggi della robotica. E pensate se a chattare con lei/lui fosse stata una persona mentalmente instabile, oppure un bambino che non è in grado di intendere o volere? Ma quanto è pericoloso Internet per i nostri figli?

Un altro fenomeno che ha fatto riflettere è stata la challenge Blue Whale, che spopolò nel 2016 e che uccise quasi 200 persone. 200 ragazzi. La Blue Whale consiste in un vero e proprio gioco. Chi prende parte deve eseguire determinati ordini partendo da cose più semplici fino ad arrivare alle ultime che comprendevano ferirsi e come gesto estremo il suicidio.

Queste sono tutte storie che sono emerse dal web. E chi sa quante altre invece sono ancora lì e nessuno sa nulla.

Approfondimento

Internet e le trappole della conoscenza.

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