Quanto costano 7 giorni di lockdown? 9 miliardi di Pil

Immaginiamo di andare al supermercato e chiedere al salumiere: “ quanto viene un etto di bresaola”? Ecco, una simile domanda se la sono posta gli economisti di Bankitalia: “quanto costano 7 giorni di lockdown? 9 miliardi di Pil” si sono ritrovati tra le cifre dei loro stessi calcoli. Numeri importanti e pari allo 0,5% del Pil ai valori attuali, e che nell’insieme spiegano la gravità della situazione e la ricerca di una vita d’uscita. Che non è viziata da una mancanza di buona volontà o desiderio di ripartenza, ma dalla necessità di evitare le perdite maggiori, quelle che più contano su tutto e tutti. Quelle in vite umane.

I dettagli del bollettino diffuso

I dati sono contenuti nel consueto bollettino economico di via Nazionale. Da essi si evince come le attività commerciali e industriali non ritenute essenziali (e quindi adesso sospese dal DPCM del 22 marzo), incarnano il 28% del totale Pil. Cumulata ai primi 3 mesi dell’anno, la perdita di valore aggiunto è stimata in circa il 5%. Procedendo invece per specifici pezzi di economia le percentuali si compongono diversamente. Ad esempio il fatturato del commercio al dettaglio non alimentare, di bar e ristoranti, alberghi o imprese turistiche è molto prossimo allo zero. Le attività edili si sono addirittura arrestate, mentre fa -6% nel 1° trimestre la produzione industriale (-15% nel solo marzo).

La fase-2 risolleverà le sorti?

È presto per rispondere a una simile domanda, ma di certo non ci si fa facili illusioni. La fase-2 peraltro ricade nel 2° trimestre, che verosimilmente sarà col segno rosso. Aprile maggio e giugno saranno per un terzo a lockdown e per il resto a ripresa, ma più corretto sarebbe parlare di riapertura più che di ripresa. È probabile che sarà il solo mese di giugno quello che segnerà la vera svolta per l’economia italiana. Per il momento, solo ipotesi, ma che hanno serie probabilità di trasformarsi in realtà.

Da cosa dipenderà la ripartenza?

Ovviamente il quesito in merito a quanto costano 7 giorni di lockdown? 9 miliardi di Pil si tradurranno anche in termini di posti di lavoro persi. Tanti, a giudicare dalle stime della Banca d’Italia. Che teme le conseguenze peggiori tra i settori più direttamente (e intensamente) dipendenti dal turismo. Ossia i comparti dei viaggi e trasporti, ricettivo-alberghiero,, dei servizi culturali e personali. Ed infine di tutte quelle attività legate al commercio al dettaglio ma che siano di tipo non alimentare. E infine, la domanda madre: da cosa dipenderà la ripresa? Da più variabili, che in estrema sintesi si possono riassumere nelle seguenti: l’efficacia delle misure di bilancio (e monetarie). Ma anche dalla durata temporale e spaziale del contagio come anche dalla ripresa delle economie terze che potranno alimentare la domanda di beni nazionali.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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